Il Covid visto
dai soccorritori
di Sfera

Paola Dalli Cani29.05.2020

Il racconto dell'emergenza dalla parte dei soccorritori: è quello che hanno realizzato, in un video, infermieri, autisti e soccorritori della Pubblica assistenza Sfera, associazione di volontariato che ha la propria sede in quartiere Praissola e che è stata tra quelle più impegnate sul fronte socio-sanitario nei tre mesi critici del Covid-19.

 

Un video per raccontare tutti gli ambiti in cui i volontari sono stati impegnati, dal trasporto sanitario alla mobilità di pazienti Covid positivi, dalla collaborazione con molti Comuni per i servizi di consegna a domicilio di farmaci o spesa come per la misurazione della temperatura quando progressivamente si è tornati ad aprire contesti pubblici. Poi l'ultimo scenario, quello difficilissimo delle case di riposo dove il personale di Sfera è stato impegnato a supporto e integrazione dei lavoratori delle strutture per anziani.

 

Se il video in qualche modo chiude la fase più difficile dell'emergenza sanitaria, non fa venir meno l'impegno della Onlus che, oltre ad essere impegnata sul fronte sociale e con le tradizionali prestazioni sanitarie a domicilio, giusto qualche giorno fa ha partecipato, con il proprio pilota del Nucleo Sapr (Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto) all'esercitazione promossa dalla sezione regionale del Veneto di Rescue drone network sulle colline del vicentino. Obiettivo della esercitazione, che nelle prossime settimane avrà come teatro il veronese, è stato testare le competenze e rinfrescare le abilità nella ricerca dispersi: con la riapertura prevedibilmente nei mesi estivi si registrerà sulle nostre colline ed in montagna e le esercitazioni hanno proprio l'obiettivo di essere palestre concrete. Sfera ha messo in campo droni muniti di telecamere a tecnologia infrarossa e termica ed è riuscita ad individuare il disperso "sepolto" dalla vegetazione di un bosco. Il drone era stato utilizzato nell'Est veronese alla vigilia dello scoppio della pandemia, alla sfilata notturna di carri e maschere a Monteforte d'Alpone: in quella occasione erano state mobilitate due ambulanze infermierizzate ad integrazione del Posto medico avanzato approntato in municipio e delle due squadre impegnate a piedi. Il drone, "agganciato" alla Unità mobile di coordinamento, si era rivelato determinante in più di una occasione per condurre velocemente i soccorritori nel luogo in cui c'era bisogno di loro.

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