Due fratelli cadono di notte nella scarpata

Paola Dalli Cani 03.09.2019

A piedi, in piena notte, lungo il ciglio di una scarpata: così due fratelli albanesi, domiciliati ad Arzignano, sono precipitati nella notte di domenica per quasi una quarantina di metri lungo via Moretti a Roncà cavandosela però con alcune fratture. Che sia accaduto dopo la foratura di uno degli pneumatici della loro auto o accidentalmente durante una discussione tra fratelli, come invece raccontano alcune persone del luogo, poca differenza fa: fatto sta che i due ragazzi di 29 e 31 anni sono stati decisamente fortunati. Erano da poco passate le 23 quando i due hanno lasciato assieme ad alcuni amici l’agriturismo «Da Gasparin» dove erano stati a festeggiare un compleanno. Stando alla prima ricostruzione dei soccorritori i due ragazzi, accortisi di aver bucato, avrebbero fermato l’auto incamminandosi a piedi lungo la strada. Uno dei due sarebbe scivolato nella scarpata ed il fratello, nel tentativo di portargli soccorso, si sarebbe sporto troppo precipitando anch’egli. Sono stati gli amici che li seguivano a lanciare l’allarme che ha fatto arrivare a Brenton, alla fine di due chilometri di insidiosissime curve, vigili del fuoco, carabinieri di San Bonifacio, auto medica e due ambulanze della Croce rossa italiana e l’intervento determinante del Soccorso alpino che era sttao allertato dalla Centrale del 118. «Quando mi sono accorto dei lampeggianti sono uscito subito e ho raggiunto il punto dove erano caduti i ragazzi», racconta Davide Negretto, il ristoratore dell’agriturismo. «I vigili del fuoco c’erano già e mi sono offerto di accompagnarli lungo i sentieri per raggiungere il piede della scarpata. Ci abbiamo messo venti minuti ad arrivare nel punto giusto e poi sono rimasto lì fino a fine intervento, dopo le 3 del mattino». Già perché finché i pompieri raggiungevano il luogo e creavano le condizioni di sicurezza per il recupero dei due giovani, sul posto arrivavano due soccorritori della Stazione speleo, giunti prima da località vicine, che si sono subito calati per verificare la situazione. «I due ragazzi gridavano come matti», continua Negretto, «i soccorritori sono stati bravissimi, pazienti, scrupolosi sia con loro che con me che sono stato invitato a rimanere per non fare il cammino a ritroso da solo. Meno male che i due fratelli erano magrolini perché l’epilogo poteva essere ben diverso». Fortunatamente, infatti, il tappeto di terra smossa e le foglie secche nel punto dove erano caduti i ragazzi ne hanno attutito l’urto. Con l’arrivo di altri quattro soccorritori, è sceso anche l’infermiere del Soccorso alpino per la verifica dei parametri vitali dei due, che sono sempre rimasti coscienti. Uno dei giovani, con una ferita alla testa e il piede dolorante, su disposizione del medico è stato stabilizzato, imbarellato e sollevato con un paranco per poi essere caricato sull’ambulanza partita per l’ospedale di Borgo Trento. Con le stesse modalità è stato poi recuperato il fratello, apparentemente illeso ma pure trasferito per accertamenti in ospedale con una seconda ambulanza. •