Appiccano il fuoco a una serra e poi si accaniscono sull’orto

Quel che resta della serra dopo il rogo
Quel che resta della serra dopo il rogo
P.D.C.27.06.2019

Danno fuoco a una serra, rovesciano le cisterne d’acqua e strappano dall’orto tutto quello che capita loro a tiro. È il finale di un pomeriggio tra ragazzi arrivati in loco in motorino, questo almeno raccontano i residenti di via Buso, a Roncà. Domenica tra le 19 e le 19.30 in tanti hanno visto la nuvola di fumo nero che saliva da un appezzamento lungo il sentiero naturalistico della Val Nera, ma quello che è successo davvero lo hanno constatato carabinieri e vigili del fuoco fatti intervenire dai residenti. «Sono abituato a recuperare quasi ogni settimana sacchi e sacchi di bottiglie che alcuni giovanissimi che vengono da queste parti consumano e abbandonano. Stavolta, però», racconta Renzo Negretto, proprietario del pezzo di campagna che è stato teatro dei vandalismi, «si è superato ogni limite». «Si sono accaniti sull’orto», prosegue l’uomo, «hanno rovesciato le cisterne nelle quali avevo messo da parte l’acqua e hanno pure dato fuoco alla serra. Non se ne può più», protesta esasperato Negretto. «E la cosa che non mando giù è che sono quasi sicuramente ragazzi della zona. Chi viene da fuori, e sono tanti, rifiuti o devastazione non li lascia». L’appezzamento di Negretto non è recintato ed è stato lui a volerlo. «Per non interrompere il sentiero naturalistico che è una delle attrattive del paese», spiega. «Ho accettato limitazioni alla mia stessa libertà ma è questa cosa insensata a far male più che il danno economico». La moglie lunedì si è precipitata in Comune a protestare ma anche a minacciare di chiudere la proprietà. «Qui vengono tantissime persone», prosegue Negretto. «qualche settimana fa una compagnia di ragazzi con tanto di tende e musica al seguito: dovevo far legna, ho detto loro che avrei rimandato per non disturbarli e ho raccomandato che lasciassero come avevano trovato ed è stata una soddisfazione vedere che così, poi, è stato». Ma non va sempre così e lo conferma anche Elio Viali che ha una proprietà confinante e che domenica ha fotografato ciò che restava dello spregevole raid. «È uno dei posti più belli di Roncà e non è possibile che in questo periodo, ogni settimana, mi ritrovi a recuperare e a portare via sacchetti di bottiglie e altri rifiuti» Non nasconde la propria amarezza il sindaco Lorenzo Ruggeroni: «Un atto insensato che fa solo rabbia: mi auguro davvero che si risalga agli autori. Telecamere nei boschi risultano difficili da installare, forse una a inizio strada ma valuteremo: dispiace si disprezzi così la grande disponibilità di alcuni cittadini e mi auguro non si arrivi davvero a chiudere le proprietà per colpa di pochi incivili». •

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