Olivi avvelenati
con il gasolio
«Un gesto vile»

Zanfretta accanto a uno degli olivi avvelenati (Zambaldo)
Zanfretta accanto a uno degli olivi avvelenati (Zambaldo)
 
V.Z.17.03.2019

Tre olivi di un oliveto di 300 piante, alcune delle quali secolari, sono stati avvelenati con una massiccia dose di gasolio, tant’è che l’odore acre perdura ancora a distanza di giorni da quando è successo, probabilmente domenica scorsa, sulle pendici del Monte Gardon, sulle colline a Est di Tregnago in località Serè, in un appezzamento condotto con sistemi biologici da Emanuele Zanfretta e dalla sua compagna.

 

Le piante, tutte fra i 25 e i 30 anni, rischiano di morire e la più piccola delle tre ha già le foglie accartocciate. Zanfretta ha fatto denuncia ai carabinieri e ai carabinieri forestali per un gesto che fatica a capire e a giustificare. L'intervento immediato, con un esperto, è stato quello di dilavare il più possibile il terreno attorno alle piante, trattandolo anche con degli amminoacidi per permettere una disgregazione più veloce delle molecole degli idrocarburi, amminoacidi irrorati anche sulle foglie come coadiuvanti per aiutare gli alberi a reagire.

 

«Non a caso, con un gesto vile, sono stati scelti tre olivi in vista, accanto alla strada comunale, per dare un segnale forte. Visibile. Abbiamo bisogno di un futuro migliore, di persone migliori. Qui non sono le piante da salvare, ma c’è da salvare l’uomo», commenta Zanfretta, che si interrompe più volte con le lacrime agli occhi. Ha intenzione di organizzare presto, nell’oliveto, un flash mob, invitando le associazioni del paese, l’amministrazione comunale, musicisti e quanti amano la natura per sedersi all’ombra di questi alberi, osservarne la bellezza e l’intelligenza, far sentire loro l’affetto di tanti. 

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