Maxi incendio, la A4 chiusa per ore

Lo spaventoso rogo che ieri ha distrutto lo stabilimento della «Isello Vernici» a Brendola, nel Vicentino COLORFOTO ARTIGIANALe lingue di fuoco e il  fumo nero che hanno lambito l’autostradaCorrado Isello, il titolare dell’azienda, assiste sconvolto ai soccorsiCode in autostrada, all’altezza di Soave, per l’incendio FOTO AMATO
Lo spaventoso rogo che ieri ha distrutto lo stabilimento della «Isello Vernici» a Brendola, nel Vicentino COLORFOTO ARTIGIANALe lingue di fuoco e il fumo nero che hanno lambito l’autostradaCorrado Isello, il titolare dell’azienda, assiste sconvolto ai soccorsiCode in autostrada, all’altezza di Soave, per l’incendio FOTO AMATO
Paola Dalli Cani 02.07.2019

Il vasto incendio scoppiato ieri, intorno all’ora di pranzo, all’«Isello Vernici» di Brendola, nel Vicentino, vicino al confine con la nostra provincia, ha mandato in tilt la viabilità nell'estremo Est veronese: il traffico praticamente immobilizzato fino a sera lungo l’autostrada Brescia-Padova, in direzione di Venezia, ha riversato infatti sulla viabilità circostante il casello di San Bonifacio-Soave una straordinaria mole di veicoli. Con l’effetto di creare notevoli rallentamenti lungo la strada regionale 11 in direzione di Vicenza, lungo la strada provinciale 58 e la provinciale 39 che dal casello, e con innesto sulla provinciale 17 della Val d'Alpone, consente agevolmente di raggiungere l'Ovest Vicentino. I rallentamenti a tratti si sono trasformati in temporanee paralisi del traffico dopo le 18, orario in cui normalmente il flusso di rientro congestiona le strade attorno al Sambonifacese: solo attorno a quell'ora, dall'orizzonte, è scomparsa la densa colonna di fumo nero che era stata ben visibile dalla valle e dal Veronese fin dalla tarda mattinata. Ieri, nel tardo pomeriggio, erano ancora centinaia e centinaia le auto ferme in colonna, a motore spento, sotto il sole in attesa di ripartire, con temperature altissime a causa della chiusura del tratto di autostrada racchiuso tra i caselli vicentini di Montecchio e Montebello, che precedono quello di San Bonifacio-Soave sul quale è stato dirottato il flusso di mezzi deviati dal blocco in atto. Situazioni di traffico superiore alla norma, con incolonnamenti e rallentamenti, che hanno interessato anche la strada regionale 38. Oltre a scatenare timori, da parte dei residenti dell’intero comprensorio, su un possibile inquinamento dell’aria causato dall’impressionante colonna di denso fumo nero sprigionata dall’incendio. Un’enorme nube, visibile a diversi chilometri di distanza, che per ore ha continuato ad arrampicarsi in cielo. Tanto che all’«Isello Vernici», dove hanno lavorato alacremente una sessantina di vigili del fuoco con una ventina di mezzi giunti dalla centrale operativa di Vicenza, oltre che dalle vicine caserme di Lonigo ed Arzignano, è intervenuto anche il Nbcr - Nucleare biologico chimico radiologico - dei vigili del fuoco di Mestre. Una volta domate le lingue di fuoco che hanno ridotto ad uno scheletro la fabbrica di via Orna, si è reso necessario controllare l’aria ed evitare un’eventuale dispersione di sostanze chimiche ed inquinanti nell’atmosfera e nel terreno. «Come in ogni caso simile», ha annunciato con una nota Gianpaolo Bottacin, assessore regionale all’Ambiente, «abbiamo avviato la procedura standard prevista. Inoltre abbiamo invitato i residenti a tenere le finestre chiuse fino a quando non avremo in merito una situazione chiara». Non a caso, sul luogo del rogo, sono intervenuti anche i tecnici e gli esperti dell’Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione ambientale (Arpav) che avranno bisogno di qualche giorno per avere un quadro preciso sulle conseguenze ambientali causate dal vasto incendio. Tuttavia, non ci sarebbero rischi per i residenti della confinante provincia di Verona. Le precauzioni suggerite, tramite un’ordinanza diramata ieri dal sindaco di Brendola Bruno Beltrame, riguardano infatti solo gli abitanti del paese berico dove ieri si sono vissuti attimi di autentico terrore con scene di panico di fronte a quelle lingue di fuoco che sembravano impossibili da spegnere. Un rogo che ha scatenato disagi a catena, costringendo le forze dell’ordine a chiudere il tratto autostradale verso Venezia. Una misura necessaria per contenere e domare il fuoco, evitando che invadesse la carreggiata, visto che aveva persino avvolto le barriere anti-rumore in plexiglas. •

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