Da 17 mesi la Provincia tace Il bike park tenuto in ostaggio

Massimo Mecenero indica il punto dove il tracciato del bike park attraversa la provinciale 17/C
Massimo Mecenero indica il punto dove il tracciato del bike park attraversa la provinciale 17/C
Paola Dalli Cani 21.05.2019

Bike park in posteggio da 17 mesi: «Da dicembre 2017 di risposte dalla Provincia non ne arrivano. Ho ottenuto i permessi, fatto i lavori, pagato sanzioni per qualche difformità ma non posso aprire la mia attività a causa di un blocco negli uffici provinciali». Lo denuncia Massimo Mecenero che a Santa Margherita di Roncà conduce un agriturismo al quale, nel febbraio del 2015, ha deciso di affiancare un bike park. «Mi sono accorto che da qui, siamo a 400 metri di altezza, passano un sacco di appassionati che condividono con me la passione per la mountain bike e con un amico ho pensato di trasformare i boschi di proprietà in due chilometri di pista con paraboliche, salti e rampe e di attrezzare una piccola area esterna all’agriturismo con una pista per bambini», spiega Mecenero. Fatta rinascere l’associazione sportiva dilettantistica dell’amico col nuovo nome di Slopers crew Asd, ha fatto predisporre il progetto del «Kronix bike park» e avviato tutte le pratiche per realizzarlo. «L’iter relativo all’autorizzazione paesaggistica semplificata è iniziato, col Comune di Roncà, nel febbraio del 2015 e due anni dopo avevo finito tutto, collaudo delle rampe compreso. A giugno viene convocata la conferenza di servizi, che si svolge a ottobre, e sebbene nessuno tra settore turismo della Provincia, Ulss 9 e Unità organizzativa forestale Ovest si presenti, nel giro di poco arriva sia l’ok forestale che quello dell’Ulss». La pratica, nel frattempo, passa all’ufficio viabilità e strade della Provincia perché il bike park, in un punto, incrocia la sp 17/c. A primavera del 2018, non avendo ancora alcuna risposta, Mecenero trasforma il martedì nel giorno in cui va a Verona in Provincia: «Dopo qualche mese apprendo che la pratica, approdata in conferenza di servizi, è stata messa in stand by: mi viene spiegato che il punto critico è rappresentato dall’attraversamento con la strada provinciale che viene ritenuto pericoloso perché la strada è in discesa ma io spiego che la direzione di marcia degli 80 metri che si coprono tra un tratto e l’altro del percorso è a salire. La riserva», continua Mecenero, «viene formalizzata a fine 2018 in un preavviso di diniego con cui mi viene richiesta documentazione integrativa. La produco, spiegando però di aver inviato la stessa documentazione, via Pec, un anno prima. Da gennaio ancora nessuna risposta nonostante sia io che il mio tecnico più volte abbiamo raggiunto gli uffici della Provincia». Mecenero è arrabbiato e avvilito: «Ho speso soldi per realizzare rampe in legno a norma e rischio di dover rifare tutto senza che nessuno le abbia mai utilizzate, ho investito su un bike-shuttle (una sorta di navetta per il trasporto bici, ndr) inutilizzato. Questo blocco congela anche lo sviluppo del mio progetto turistico, con la creazione di un chiosco e di un’area attrezzata per i piccoli e ci sto perdendo la faccia. Quando ho annunciato la nascita del bike park in poche ore mi sono trovato sommerso da oltre 700 like, poi da continue richieste e domande sull’apertura: non ho potuto far altro che eclissarmi dalla rete per colpa di un sì o un no che non arriva». •