Addio a don Renzo, il «papà» del Salus

Don Renzo Poli
Don Renzo Poli
Zeno Martini 16.07.2019

Don Renzo Poli si è spento domenica a 74 anni dopo aver combattuto a lungo con la malattia all’ospedale di Negrar. Prete mite, umilissimo, genuino, grande sportivo e sempre sorridente, è rimasto a svolgere il suo ministero pastorale per quasi vent’anni a Oppeano. E prima è stato parroco di Mazzantica per sette anni, tra il 1985 e il 1992. Negli stessi anni è stato anche amministratore parrocchiale a Caselle di Isola della Scala, tra il 1986 e il 1992, quando ancora non esistevano le unità pastorali, fu in effetti parroco dell'unità pastorale di Mazzantica e Caselle. Poi nei dodici anni successivi, è stato parroco di Ca' degli Oppi, che ha trasformato radicalmente, fino al 2004. Durante il suo servizio pastorale, è sorto il coro Santa Lucia, ha dato impulso a svariate iniziative come la sagra sia di Santa Lucia che di San Girolamo ed ha risolto l'annosa questione patrimoniale con il Comune di Oppeano sulla proprietà della piazza del paese, che era della parrocchia. E ha risolto anche la questione della canonica, che era invece del Comune. La permuta dei due immobili è andata a sanare una problematica non di poco conto: così la parrocchia è potuta intervenire per risanare la canonica, che versava in pessime condizioni, essendo piena dai umidità. Ma don Poli è stato soprattutto il promotore del «Progetto 2000», alle soglie del nuovo millennio. Una raccolta fondi che in origine sarebbe dovuta servire a realizzare il protiro inedificato rispetto al progetto originario della parrocchiale. Ma poi nacque l'esigenza di avere un luogo di ritrovo per la comunità. Don Renzo colse questa necessità e dirottò le risorse a favore del recupero e del restauro del vecchio teatro parrocchiale Salus e della biblioteca parrocchiale sovrastante, che erano inagibili. Il teatro ha ridato vitalità e ha portato l'arte e la cultura nella frazione cadioppina: ancor oggi il teatro Salus resta l'eredità più importante lasciata da don Renzo, fulcro attivo della frazione. Don Poli era nato nel 1944 a Raldon di San Giovanni Lupatoto ed è stato ordinato sacerdote l'11 luglio del 1971. Le sue prime esperienze sono state come vicario parrocchiale (curato) alla parrocchia del Buon Pastore di San Giovanni Lupatoto, a Lugo e a Vigasio, dov'è rimasto dal 1977 al 1985. Dopo essere stato a Ca' degli Oppi, è diventato co-parroco a Casette di Legnago, assieme don Stefano Grisi. Dal 2015 si è ritirato alla casa del clero di Negrar, proprio per le sue condizioni di salute. «“Ecco sì, giusto, bravo!” erano spesso le sue parole quando gli proponevi qualcosa», ricorda l'assessore di Ca' degli Oppi, Luca Faustini, suo collaboratore negli anni del ministero a Ca' degli Oppi. «Quanti incoraggiamenti per tutti i ragazzi con questa frase, quanti sorrisi e parole positive nelle lunghe visite agli anziani, che non potevano più raggiungere la chiesa. “Diamoci una mano” è stato il motto scelto per il suo ingresso a Ca' degli Oppi. Cosa che in dodici anni è veramente avvenuta, con simpatia, cordialità e gioia». «La sua era la pastorale della festa: ha cercato di creare occasioni d'incontro e di comunità vera, relazioni che durano tuttora nate sotto il suo pensiero semplice ed insieme lungimirante ed efficace», sottolinea Faustini. «Quando è giunto a Mazzantica ha aperto la canonica, che è diventata la casa di tutti», ricorda un altro suo parrocchiano, il sindaco Pierluigi Giaretta, al tempo corista. «Don Renzo ci ha accolto in quella canonica con il suo modo di fare umile, da autentico pastore, come una persona normale che andava in piscina e allo stadio e ci portava con lui. In quei contesti ha saputo fare apostolato tra chi non frequentava la parrocchia. Non ha mai fatto selezioni o distinzioni tra chi frequentava e non partecipava, ma la sua missione è stata quella di cercare di coinvolgere tutti e c'è riuscito». I suoi funerali verranno celebrati dal vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti, domani alle 10 nella chiesa parrocchiale di Raldon, suo paese natale. Il feretro partirà dalle celle mortuarie dell'ospedale di Negrar alle 9,30. In chiesa sarà presente una rappresentanza dell'amministrazione comunale di Oppeano. •