«Si sentono più sirene di ambulanze. Non sono solo casi gravi: ecco perchè»

Un'ambulanza del 118
Un'ambulanza del 118
Alessandra Vaccari24.03.2020

Sirene che squarciano il silenzio irreale che stiamo vivendo in questi giorni. E l’angoscia che sale. Ogni volta il pensiero è lo stesso: «Un altro contagiato, un’altra persona grave». E l’ansia sale. In questi giorni le sirene sono tante. E mentre prima eravamo affaccendati nel lavoro, a correre, le sentivamo meno. Le nostre frequenze personali erano sintonizzate su altre frequenze. E poi non tutti i cittadini distinguono la sirena di una pattuglia da quella dell’ ambulanza o dei vigili del fuoco.

 

«Non tutte le persone che vengono trasportate con le sirene accese sono gravi», precisa il direttore del 118 di Verona, Adriano Valerio, «noi, a differenza delle forze dell’ordine non possiamo dissociare il lampeggiante dalla sirena, quindi accendendo il lampeggiante si attiva anche la sirena».

«Inoltre», aggiunge Valerio, «ogni volta che portiamo una persona in ospedale l’ambulanza deve essere sanificata. Quindi dobbiamo accelerare al massimo gli interventi per avere un numero di ambulanze sempre pronte. Se per l’intervento a volte basta mezz’ora, dobbiamo tener presente che poi altrettanto tempo serve per la sanificazione dell’ ambulanza».

Aggiunge il direttore: «È vero che c’è decisamente meno traffico in giro, ma noi dobbiamo andare veloci ed è necessario per questo mettere la sirena, non possiamo permetterci che qualcuno non si accorga che l’ambulanza sta arrivando e ci sia un incidente». Le parole del direttore di Verona Emergenza, seppur in un momento molto critico, fanno tirare un piccolo sospiro di sollievo. «Noi stiamo lavorando al massimo, ma senza problematiche eccessive. Siamo organizzati bene, quindi per ora tutto funziona senza intoppi e stiamo rispondendo a tutte le chiamate di emergenza nei tempi previsti. Questo è importante, a questo debbono pensare i cittadini quando ci vendono passare con le sirene in funzione».

 

C’è poi un’altra raccomandazione. Quando il personale sanitario arriva a casa del vostro vicino di casa ed è bardato con mascherine, guanti, occhialoni e tuta, non è detto che il vostro vicino abbia il Covid-19. Potrebbe esserci il sospetto, per questo i sanitari sono protetti. Ma un successivo tampone al paziente potrebbe anche dare un responso negativo, quindi, l’appello per tutti è di cercare di restare il più lucidi e razionali possibile per far fare al meglio il proprio lavoro a tutti.