Sgarbi al museo di Castelvecchiob di notte: tensioni coi vigili e polemiche

11.09.2019

Fra la visita alla mostra Contemporanee/Contemporanei e quella a sorpresa a Vallese di Oppeano c'è stato un fuori programma, in ogni senso, di Vittorio Sgarbi a Verona.

Dopo cena il politico e critico d'arte avrebbe chiesto di visitare il museo di Castelvecchio. Una richiesta inconsueta e che, dopo la clamorosa rapina del novembre 2015, ha avuto degli impatti sulla questione della sicurezza tutt'altro che secondari. E infatti, in ottemperanza a un protocollo tracciato dopo il colpo di quattro anni fa, sono arrivati gli agenti della Municipale a presidiare l'ingresso di Castelvecchio dove è in corso (ma a quell'ora era chiusa da un pezzo) la mostra «Bottega, Scuola, Accademia. La Verona dal 1570 alla peste del 1630» .

Alla loro vista Sgarbi ha avuto un impeto di collera e ci sono stati dei momenti di tensione. Fino a che le porte gli sono state aperte, con gli agenti che sono stati comunque a presidiare il museo.

 

E il giorno dopo i consiglieri comunali Michele Bertucco (Verona e Sinistra in Comune) e Federico Benini (Pd) hanno presentato all’amministrazione comunale un'interrogazione urgente su un fatto che ritengono «gravissimo».

«Vogliamo quindi sapere», si legge nella loro nota, «se corrisponde al vero che il Museo di Castelvecchio sia stato aperto, la sera, dopo cena, in orario di chiusura, per consentire una visita privata a Vittorio Sgarbi; chi eventualmente abbia autorizzato questa apertura che non si può nemmeno definire straordinaria in quanto al di fuori di ogni protocollo; se c’è stato un intervento da parte della polizia locale e se siano state eventualmente irrogate delle sanzioni. Sarebbe sconvolgente scoprire, dopo tutto quanto è accaduto in passato, che basta citofonare per farsi aprire il Museo di Castelvecchio in orario serale»

 

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