Morte di Verzini,
sentite la socia
e la compagna

L'avvocato Egidio Verzini
L'avvocato Egidio Verzini
01.02.2019

Sta andando avanti con le deposizioni come persone informate sui fatti, delle persone che erano più vicine all’avvocato Egidio Verzini, l’ex legale di Ruby morto il 5 dicembre col suicidio assistito in una clinica svizzera e che l’hanno visto negli ultimi giorni della sua vita, protagonista del nuovo filone d’indagine aperto dalla Procura di Milano proprio dopo quella morte e a seguito soprattutto del comunicato da lui diffuso il 4 dicembre, in cui parlò di un pagamento di 5 milioni di euro da Silvio Berlusconi a Karima El Mahroug, attraverso una banca di Antigua. Anche oggi, infatti, il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e il pm Luca Gaglio hanno lavorato a lungo, assieme alla polizia giudiziaria, anche per valutare i prossimi passi di quell’attività integrativa d’indagine che viene effettuata nell’ambito del processo Ruby ter. Dibattimento che vede imputati l’ex premier, accusato di corruzione in atti giudiziari, e altre 27 persone, tra cui molte Olgettine che, come Ruby, sarebbero state pagate in cambio del silenzio sulle serate ad Arcore.

 

Due giorni fa è stata ascoltata la compagna di Verzini, la quale avrebbe confermato che il legale 60enne decise di fare quelle rivelazioni il giorno prima di morire per un «dovere etico e di giustizia», come da lui stesso scritto, ma che lei non sapeva altro su questa sua scelta. Ieri è stata sentita la socia del suo studio di Illasi  e, da quanto si è saputo, gli inquirenti anche nei prossimi giorni punteranno a raccogliere altre testimonianze. Verzini scrisse nell’ultima riga del comunicato di essere «in possesso di ulteriori elementi ed informazioni documentate». E proprio sulla ricerca di carte per trovare riscontri alle sue dichiarazioni si stanno concentrando le indagini dei pm, che nelle prossime settimane, poi, depositeranno gli atti dei nuovi accertamenti nel dibattimento in corso, che riprende lunedì.

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