Mattarella inaugura
il Vinitaly, poi fa
tappa alla Capitolare

10.04.2016

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha presenziato oggi alla cerimonia inaugurale della cinquantesima edizione di Vinitaly.

È la prima volta nella storia del Salone internazionale dei vini e dei distillati che un Capo dello Stato inaugura la manifestazione.

Ad accogliere Mattarella il sindaco Flavio Tosi, il governatore Luca Zaia, il presidente di VeronaFiere Maurizio Danese e il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina. 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha presenziato oggi alla cerimonia inaugurale della cinquantesima edizione di Vinitaly.

È la prima volta nella storia del Salone internazionale dei vini e dei distillati che un Capo dello Stato inaugura la manifestazione.

Ad accogliere Mattarella il sindaco Flavio Tosi, il governatore Luca Zaia, il presidente di VeronaFiere Maurizio Danese e il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina. 

"Presidente", ha detto Danese rivolgendosi al presidente della Repubblica, "la sua presenza al cinquantesimo Vinitaly infonde fiducia per guardare al futuro con nuovi stimoli imprenditoriali".

"Il Vinitaly rappresenta al meglio l'italianità e Verona è la prima provincia in Italia per produzione di vino", ha osservato invece Tosi. "Verona ha un patrimonio bellezze artistiche, storiche e architettoniche oltre a produzioni straordinarie nel settore agroalimentare. Occorre, però, che lo stato aiuti intervenendo sulle regole di concorrenza internazionale, perche l'Italia non ci rimetta".

Il governatore ha posto l'accento sulle nuove generazioni: "La sfida, innanzitutto, è ridurre la burocrazia per gli agricoltori. Da anni giace in parlamento la proposta della terra ai giovani. Considerando che tra le nuove aziende agricole il 22 per cento è rappresentato da giovani imprenditori, con il suo interessamento il Parlamento potrà produrre una legge utile in tal senso".

Infine il ministro Martina: "Il 1986, anno dello scandalo del metanolo, sembrava che il settore vivesse una crisi senza ritorno, ma l'Italia reagì nel nome di qualità e controlli, i produttori puntarono sull'eccellenza. Quella di oggi è una storia di successo e il sistema di controlli fa scuola in tutto il mondo. Siamo la patria della biodiversità, con 500 vitigni. E negli ultimi 10 anni abbiamo dimezzato il divario con la Francia per l'export, negli Usa vendiamo più di tutti. Ora, però, dobbiamo concentrarci sul digitale e sull'innovazione. Sono stati degli italiani a sequenziare il genoma della vite, per esempio. Sono convinto che l'agroalimentare sia protagonista del nuovo modello di sviluppo: genera nuova economia e nuova società".

Poi l'articolato intervento di Mattarella: "Dopo lo scandalo del metanolo è iniziato, per il mondo del vino, un "Rinascimento". Ora le professionalità del settore devono continuare a crescere. L'Italia ha dimostrato di avere ricchezza di marchi e vastità di produttori. Così i prodotti sono diventati un patrimonio, prima locale e poi mondiale. A questo punto serve moltiplicare le potenzialità. La piccola dimensione può incontrare difficoltà sui mercati. Bene ha fatto Vinitaly a mettere in programma il sostegno all'export. Dobbiamo sviluppare sinergie: serve supporto per fare sistema in Italia. Un aiuto può arrivare dall'e-commerce, dai blog, per sviluppare una comunità di appassionati. Non abbiamo paura della competizione con i Paesi emergenti", ha esortato ancora Mattarella. "Ma l'obiettivo finale deve essere far salire l'asticella della sicurezza alimentare, dell'autenticità dei marchi, delle condizioni dell'ambiente: la qualità italiana può diventare insieme traino e traguardo. Questo ci darà più forza nella lotta alla contraffazione e nella tutela del Made in Italy".

"Il vino è anche società", ha proseguito il presidente, "rafforza le reti sociali: oltre la metà della produzione si realizza in strutture cooperative, tanti giovani sono entrati nel settore portando competenze e tecniche innovative. Ci sono anche belle esperienze che coinvolgono giovani disabili. E poi il vino è cultura: è decisivo spingere al consumo consapevole. Il buon vino chiama la buona alimentazione e la qualità ha a che fare con la salute. Lo sviluppo dei vini biologici e naturali è un fatto positivo. Il vino, infine, è territorio: parla della storia e della geografia del nostro Paese. La sfida ora è offrire un sistema di eccellenza ambientale: perché dal marchio Italia dipende molto del nostro futuro".

Nel primo pomeriggio - dopo una sosta in Prefettura - la visita alla Biblioteca Capitolare, una delle più antiche biblioteche del mondo, dove è stato accolto dal prefetto della Capitolare, monsignor Bruno Fasani, dove si conservano manoscritti antichissimi, tra cui l'Indovinello veronese, un testo datato tra l'VIII secolo e l'inizio del IX in forma d'appunto, a margine di una pergamena contenente un codice più antico. È forse il più antico testo che usi lingua romanza, indicato come il possibile atto di nascita del volgare in Italia.

DOMANI, invece, sarà la giornata del presidente del Consiglio Matteo Renzi che a Vinitaly, nel pomeriggio, nell’auditorium Verdi, incontrerà Jack Ma, il fondatore del colosso cinese dell’e-commerce Alibaba. Si parlerà di futuro digitale del vino, ovvero come vendere di più su Internet. Intanto Jack Ma sta facendo incetta di aziende, reali, che producono vino in Francia. Riuscirà Renzi a convincerlo a investire in e per l’Italia?

In mattinata, invece, Renzi, alle 9.30, sarà in visita a Calzedonia e poi andrà a San Martino Buon Albergo nello stabilimento Aia.

"Presidente", ha detto Danese rivolgendosi al presidente della Repubblica, "la sua presenza al cinquantesimo Vinitaly infonde fiducia per guardare al futuro con nuovi stimoli imprenditoriali".

"Il Vinitaly rappresenta al meglio l'italianità e Verona è la prima provincia in Italia per produzione di vino", ha osservato invece Tosi. "Verona ha un patrimonio bellezze artistiche, storiche e architettoniche oltre a produzioni straordinarie nel settore agroalimentare. Occorre, però, che lo stato aiuti intervenendo sulle regole di concorrenza internazionale, perche l'Italia non ci rimetta".

Il governatore ha posto l'accento sulle nuove generazioni: "La sfida, innanzitutto, è ridurre la burocrazia per gli agricoltori. Da anni giace in parlamento la proposta della terra ai giovani. Considerando che tra le nuove aziende agricole il 22 per cento è rappresentato da giovani imprenditori, con il suo interessamento il Parlamento potrà produrre una legge utile in tal senso".

Infine il ministro Martina: "Il 1986, anno dello scandalo del metanolo, sembrava che il settore vivesse una crisi senza ritorno, ma l'Italia reagì nel nome di qualità e controlli, i produttori puntarono sull'eccellenza. Quella di oggi è una storia di successo e il sistema di controlli fa scuola in tutto il mondo. Siamo la patria della biodiversità, con 500 vitigni. E negli ultimi 10 anni abbiamo dimezzato il divario con la Francia per l'export, negli Usa vendiamo più di tutti. Ora, però, dobbiamo concentrarci sul digitale e sull'innovazione. Sono stati degli italiani a sequenziare il genoma della vite, per esempio. Sono convinto che l'agroalimentare sia protagonista del nuovo modello di sviluppo: genera nuova economia e nuova società".

Poi l'articolato intervento di Mattarella: "Dopo lo scandalo del metanolo è iniziato, per il mondo del vino, un "Rinascimento". Ora le professionalità del settore devono continuare a crescere. L'Italia ha dimostrato di avere ricchezza di marchi e vastità di produttori. Così i prodotti sono diventati un patrimonio, prima locale e poi mondiale. A questo punto serve moltiplicare le potenzialità. La piccola dimensione può incontrare difficoltà sui mercati. Bene ha fatto Vinitaly a mettere in programma il sostegno all'export. Dobbiamo sviluppare sinergie: serve supporto per fare sistema in Italia. Un aiuto può arrivare dall'e-commerce, dai blog, per sviluppare una comunità di appassionati. Non abbiamo paura della competizione con i Paesi emergenti", ha esortato ancora Mattarella. "Ma l'obiettivo finale deve essere far salire l'asticella della sicurezza alimentare, dell'autenticità dei marchi, delle condizioni dell'ambiente: la qualità italiana può diventare insieme traino e traguardo. Questo ci darà più forza nella lotta alla contraffazione e nella tutela del Made in Italy".

"Il vino è anche società", ha proseguito il presidente, "rafforza le reti sociali: oltre la metà della produzione si realizza in strutture cooperative, tanti giovani sono entrati nel settore portando competenze e tecniche innovative. Ci sono anche belle esperienze che coinvolgono giovani disabili. E poi il vino è cultura: è decisivo spingere al consumo consapevole. Il buon vino chiama la buona alimentazione e la qualità ha a che fare con la salute. Lo sviluppo dei vini biologici e naturali è un fatto positivo. Il vino, infine, è territorio: parla della storia e della geografia del nostro Paese. La sfida ora è offrire un sistema di eccellenza ambientale: perché dal marchio Italia dipende molto del nostro futuro".

Nel primo pomeriggio - dopo una sosta in Prefettura - la visita alla Biblioteca Capitolare, una delle più antiche biblioteche del mondo, dove è stato accolto dal prefetto della Capitolare, monsignor Bruno Fasani, dove si conservano manoscritti antichissimi, tra cui l'Indovinello veronese, un testo datato tra l'VIII secolo e l'inizio del IX in forma d'appunto, a margine di una pergamena contenente un codice più antico. È forse il più antico testo che usi lingua romanza, indicato come il possibile atto di nascita del volgare in Italia.

DOMANI, invece, sarà la giornata del presidente del Consiglio Matteo Renzi che a Vinitaly, nel pomeriggio, nell’auditorium Verdi, incontrerà Jack Ma, il fondatore del colosso cinese dell’e-commerce Alibaba. Si parlerà di futuro digitale del vino, ovvero come vendere di più su Internet. Intanto Jack Ma sta facendo incetta di aziende, reali, che producono vino in Francia. Riuscirà Renzi a convincerlo a investire in e per l’Italia?

In mattinata, invece, Renzi, alle 9.30, sarà in visita a Calzedonia e poi andrà a San Martino Buon Albergo nello stabilimento Aia.

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