Marcelo a Verona
«In bici per
sognare la libertà»

Giulio Brusati01.12.2019

La bici come una casa, ogni giorno in un posto diverso, sempre insieme al suo compagno di viaggio, il gatto Osiris. Marcelo Rodriguez ha 28 anni, viene da Madrid ma nella capitale spagnola, a parte gli affetti, non ha più nulla: «Ho lasciato il lavoro, ho venduto la casa e l’auto e da quattro anni giro per l’Europa in bicicletta con il mio gatto. Il mio motto è “cada dia una aventura”, ogni giorno un’avventura». A Verona è di passaggio, di ritorno dall’ennesimo pellegrinaggio con l’amico felino. «Abbiamo percorso la Via Francigena, dalla Francia fino a Roma. Durante il percorso ho conosciuto un gruppo di pellegrini italiani con cui ci siamo dati appuntamento, sulla via del ritorno, a Verona, al Ristorante Scaligero». Ma cosa ha spinto Marcelo a lasciare tutto?

 

«Lavoravo come saldatore a Getafe, vicino a Madrid, nel cantiere dove si costruiscono gli Airbus. Guadagnavo bene, non potevo lamentarmi. Ma un giorno mi sono chiesto: io per cosa vivo? A volte prendevo turni anche il sabato e la domenica, in cantiere, per guadagnare di più, per avere di più, per comprare più cose. E poi? Non avevo nemmeno tempo di bere una birra con gli amici… Così ho deciso di partire da solo e affrontare il Cammino di Santiago. Volevo pensare. Poi ci sono tornato in bicicletta, ma stavolta avevo con me Osiris. La prospettiva è cambiata completamente: non sono più solo e mi sento molto meglio. Osiris è un gattino che ho trovato per strada, abbandonato; aveva un paio di settimane di vita, la bocca malata, ed era molto affamato. L’ho allattato e curato; adesso è il mio compagno di viaggio. Spesso la gente ci vede e si ferma: mi guarda, poi guarda lui e alla fine si fa un selfie solo con Osiris». In effetti il gatto ha uno sguardo magnetico e ha un feeling particolare con Marcelo: «Osiris, sali sulla bici? Dai!», gli suggerisce, e il gatto pianta le unghie sulle borse ai lati della ruota e sale in sella, passando poi «a prua», nel seggiolino davanti che Rodriguez gli ha costruito. «Si piazza sempre lì, di vedetta, e mi guida», scherza il giovane spagnolo. Ma senza un lavoro, in giro tutto il giorno, come fa a campare?

 

«Il mio primo viaggio a Compostela mi ha insegnato una cosa fondamentale: per vivere basta poco. Qualcosa da mangiare per me, le crocchette per Osiris, un posto dove potersi lavare e lavare i vestiti, e se non lo trovo, dormo in tenda… Per un po’ ho venduto collanine che facevo a mano, di notte. Adesso, dopo aver aperto una pagina Instagram (gato_nomada; oltre cinquemila follower), stampo le foto che scatto e le vendo. Quella che vende di più? Osiris a fianco della Torre di Pisa». E quando il cammino finirà? «Ho una telecamera GoPro sulla bici, vedete? Ho registrato tutti i viaggi che ho fatto. Vorrei realizzare un libro e un documentario». E Osiris? «Lui è il protagonista insieme a me!». Ma il sogno più grande di Marcelo è un altro: «Ristrutturare un vecchio casolare disabitato che appartiene alla mia famiglia. È in un paesino dell’Estremadura, a sud della Spagna al confine con il Portogallo. È perso nel nulla: sogno di andare là a vivere una vita semplice, con l’orto e i campi. Bastando a me stesso». © RIPRODUZIONE RISERVATA

CORRELATI
Primo Piano
 
Condividi la Notizia
 
Chiuso uno dei pozzi del paese

Trovati Pfas
nell'acquedotto
di Pescantina

Condividi la Notizia
 
L'incontro con i sindaci a Nogarole

Zalando cerca
personale. «Ecco
come proporsi»

Condividi la Notizia
 
Prima dell'alba tra Erbè ed Isola della Scala

L'auto nel fossato dopo il frontale
41enne muore qualche ora dopo

Condividi la Notizia