Luca Castellini
a processo per
il «saluto romano»

Luca Castellini
Luca Castellini
15.09.2020

C'è anche Luca Castellini, leader degli ultrà dell’Hellas Verona e responsabile veronese di Forza Nuova, tra i 24 indagati rinviati a giudizio, nell’inchiesta condotta dalla Digos sul corteo del 29 aprile 2019 a Milano alla memoria di Sergio Ramelli, militante neofascista morto dopo un agguato di Avanguardia Operaia nel 1975.

 

Oggi cinque estremisti di destra, che al quel corteo hanno risposto alla chiamata del «presente» e hanno fatto i saluti romani, sono stati condannati con rito abbreviato a pene tra un mese e un mese e 10 giorni di reclusione, tra questi Gianluca Iannone, fondatore e presidente di Casapound Italia, e Francesco Polacchi, esponente sempre di Casapound Italia ed editore di Altaforte Edizioni.

 

Lo ha deciso il gup Manuela Cannavale che ha disposto contestualmente il rinvio a giudizio per gli altri 24 indagati nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Digos e coordinata dai pm Alberto Nobili e Enrico Pavone. Per loro il processo si aprirà il prossimo primo dicembre davanti alla IX sezione penale del Tribunale del capoluogo lombardo. A dibattimento sono finiti, tra l’altro, oltre a Castellini, Roberta Capotosti, rappresentante di Casapound Italia, Duilio Canu, vicesegretario nazionale di Forza Nuova, Luca Bolis, segretario milanese di Forza Nuova, Luca Cassani, esponente di Lealtà e Azione e del comitato organizzatore del corteo. Ai 29 indagati, identificati tra i circa 1000 partecipanti al corteo, la Procura di Milano contesta di aver violato la legge Scelba e a un paio anche di avere violato le prescrizioni in materia di pubblica sicurezza.