Filobus, centinaia di alberi a rischio

Via XXIV Maggio è considerata una delle vie alberate più belle della città. Il filobus passerà anche di qui: tra i residenti c’è molta preoccupazione. Che fine faranno le piante? Quante ne verranno abbattute?
Via XXIV Maggio è considerata una delle vie alberate più belle della città. Il filobus passerà anche di qui: tra i residenti c’è molta preoccupazione. Che fine faranno le piante? Quante ne verranno abbattute?
Marzio Perbellini 10.07.2019

Comunque vada, alla fine sarà una “strage“: dove passa il filobus non c’è albero che possa dormire sonni tranquilli. E di alberi sul percorso ce ne sono tanti, tantissimi. A opera completata, saranno a centinaia quelli tagliati. Amt (incaricata di fare i lavori) parla di 250 piante, ma le stime fatte sul percorso dall’urbanista Giuseppe Campagnari assieme a Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra, ne calcolano 400, 500. Un numero, però, che, secondo fonti interne al Comune, potrebbe addirittura arrivare a 700 nell’ipotesi peggiore. Il punto è che non ci sono dati sugli alberi che dovranno essere sacrificati per il filobus perché non esiste e non è mai stato redatto un documento ufficiale relativo agli abbattimenti. L’impatto del progetto sul patrimonio arboreo non è stato considerato.

Anzi, leggendo il rapporto fatto dall’Amt al comitato tecnico provinciale per escludere dalla procedura di Via (valutazione d’impatto ambientale) il «progetto definitivo variante sistema di trasporto pubblico di tipo filoviario», si legge che l’opera non «causerà danno significativo alla vegetazione, alla flora ...e l’impatto è valutato come trascurabile». La realtà però è un'altra: i lavori sono appena iniziati e si intuisce già che l’impatto sulle chiome verdi della città invece sarà pesante. I numeri emergeranno un po’ alla volta ma sono già importanti: tra la stazione di Porta Nuova e via città di Nimes - dove verrà livellata l’intersezione (si entrerà in via Galliano e non si riemergerà più all'incrocio con via Città di Nimes ma direttamente in via Faccio con il raddoppio delle carreggiate in entrata e in uscita, ben otto !), le piante che cadranno saranno circa 200.

Spariranno anche quelle appena piantate dopo i lavori della stazione. Poi, restando su quelle certe, ne spariranno una ventina in via Fra' Giocondo, dove però i comitati di cittadini sono già scesi in strada per protestare.

 

E sono una quarantina quelle in via Corsini, zona Mondadori. E questo solo per cominciare. Ma a guardare i percorsi del filobus e la presenza degli alberi c'è da scommettere che tra Borgo Venezia, San Michele, e Santa Croce il rumore delle motoseghe sarà incessante. Qui gli alberi da salutare saranno numerosi. Punti critici però anche in Borgo Trento: il filobus, per esempio, dopo il “collo di bottiglia” di Piazzale Stefani, prenderà infatti via XXIV Maggio: quante ne taglieranno?

Le rassicurazioni che Amt offre ai cittadini, forse rendendosi conto che dovrà fare i conti con tante proteste, sono generiche. La municipalizzata dice che ripianterà tutti gli alberi che verranno segati ma non si è al momento impegnata con un documento vincolante. Ed è quindi una promessa un po' aleatoria. E comunque dove metterebbe a dimora questi nuovi alberi? Inoltre, fa notare Bertucco, le recenti mozioni in Consiglio comunale per cercare di mettere una toppa sono solo fumo negli occhi: «Se si vogliono salvare le piante», ricorda, «è necessario predisporre delle varianti urbanistiche».

Infine, un'altra considerazione: tutti gli alberi che si salveranno nell’immediato, non è detto che in futuro, come conseguenza dei lavori di scavo effettuati sulla carreggiata, e impattanti sulle radici, non si ammaleranno più avanti. È risaputo, anche se spesso ignorato, che potature sbagliate e fuori stagione e lavori su strade e marciapiedi (come potrebbero essere quelli di Open fiber) troppo adiacenti a tronchi e radici corrispondono a una sentenza di condanna. Le azioni di oggi avranno effetto un domani. Quando Verona, purtroppo, sarà meno verde. •

 

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