Due veronesi
nella sparatoria
a Toronto

Simone Antolini18.06.2019

Due veronesi nel caos di Toronto. In fuga dalla folla, costretti a restare chiusi in un locale per più di un'ora in attesa che il fiume umano passasse. Spari a squarciare la festa dei Raptors. E una città impazzita di gioia che comincia ad avere paura. Pomeriggio strano per Andrea Gasparato e Alessandro Righetti. Il primo di San Floriano, il secondo di San Pietro in Cariano, in vacanza proprio a Toronto in queste ore.

 

Il boato e la paura. «Pochi attimi di silenzio e poi abbiamo visto scendere la gente, come un fiume in piena. Urlavano, scappavano». Il racconto è di Alessandro. Toronto si è messa in ghingheri nel giorno della festa dedicata ai Raptors, freschi vincitori dell'anello Nba. Un evento storico per il Canada che ha portato in piazza più di due milioni di persone. Cielo plumbeo, i pulmini dei campioni che passano, la solita calca. Tripudio di bandiere rosse e bianche. Poi, all'improvviso, gli spari che esplodono nella Nathan Phillips Square. L'esplosione di alcuni colpi di arma da fuoco hanno fatto scattare il panico.

 

La gente smarrita ha provato ad abbandonare la piazza. Terrore. Bilancio preliminare di due feriti in serie condizioni ma non in pericolo di vita. Due le persone arrestate. Sul posto rinvenute anche due armi. Alla parata partecipava anche il premier canadese Justin Trudeau. Alessandro racconta: «Siamo venuti in Canada per una vacanza, nessun collegamento con i Raptors. Ma vista l'occasione della parata ci siamo trovati un posto per poter assistere al passaggio dei pulmini che portavano in trionfo i giocatori canadesi.

 

Dopo il passaggio dei bus, abbiamo fatto un giro nelle vie vicine alle piazza dove si stava svolgendo l'evento e abbiamo deciso di fermarci in un locale. Finché aspettavamo che ci fosse assegnato un posto, perché era tutto pieno, abbiamo sentito come due boati e abbiamo visto un fiume di gente che correva già dalla strada che dava sul locale che si trova a venti metri dalla piazza. Noi, di fatto, eravamo all'ingresso e abbiamo visto la gente che correva dentro, tutta impaurita, che portava i bambini in braccio e andava a nascondersi». Gente in fuga. Poi, pare, che possa tornare la calma. Ma solo apparente. «Dopo il primo momento, saranno passati una ventina di minuti, abbiamo sentito di nuovo gli stessi rumori, ancora gente che scappava da tutte le parti. E a quel punto ci hanno praticamente chiuso dentro il locale che fa angolo con la piazza. Eravamo ad una ventina di metri di distanza».

 

Alessandro e Andrea hanno dovuto aspettare che la calma prendesse il posto del caos. «Hanno chiuso la porta principale e hanno iniziato a far uscire la gente dal retro. L'azione che ha portato ai due spari si è svolta in due momenti e siamo rimasti in allarme per almeno un'ora". Poi il ritorno alla normalità. Andrea e Alessandro mandano pure un selfie distensivo. La festa dei Raptors macchiata da due gesti folli. Per i ragazzi della Valpolicella una storia nella storia da raccontare al ritorno. Per loro, a lieto fine.

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