Da Londra
al Garda in bici
Impresa riuscita

30.06.2020

Da Londra al lago di Garda in bicicletta. È l’impresa di Francesco Trida, 45 anni, veronese, assistente di volo per la Japan airlines, che da vent’anni vive a Londra e che grazie agli incentivi del governo britannico ha usufruito della possibilità di essere retribuito all’80%, nonostante in questo periodo non lavori. Così l’uomo ha realizzato un sogno, quello di tornare in patria con la sua bici, quella che di solito usa per gli spostamenti nella City, un’ibrida, tra la bici da corsa e la bici da città. Ci ha caricato sopra circa 25 chili tra tenda, sacco a pelo, e cambi di vestiario e si è messo in sella: 1.471 chilometri. A fargli compagnia, le stelle della bandiera europea e l’arcobaleno per ricordare il Gay pride, visto che quest’anno, causa Coronavirus non è stato celebrato. Partenza il 14 giugno dal porto inglese di Berwich, sbarco vicino a Rotterdam in Olanda e via, fino in Italia. Da una ciclabile all’altra, a parte un tratto, tra Austria e Italia, superate le Alpi, che lo ha visto dividere i chilometri con camion e auto. Ieri è arrivato sul Garda, dove la famiglia materna ha una casa, si godrà il lago per una breve vacanza e poi conta di raggiungere la numerosa famiglia nella bassa veronese. Stanco? neanche da chiedere: «Sono carichissimo, sarei pronto a ripartire. Pensavo di metterci più tempo, ipotizzavo di arrivare verso il 5 luglio, invece eccomi qui. È stato un viaggio spettacolare, ho conosciuto tantissima gente che mi ha spronato, incoraggiato. Un ragazzo tedesco, lui ciclista davvero, mi ha ospitato per una notte a casa sua. Ho forato e un biciclettaio mi ha sostituito la gomma e non ha voluto soldi, ma soltanto fare un selfie con me e mi ha insegnato come si aggiusta la bici», racconta Francesco, «questa pandemia mi ha dato un’opportunità. Ho viaggiato con le stelle dell’Unione Europea perchè sono in dissenso con la Brexit e con l’arcobaleno per celebrare il Gay pride. Ho visto paesaggi stupendi. Un giorno ho preso parecchia pioggia, per il resto il meteo è stato perfetto. Ho sbagliato strada una volta sola e mi sono ritrovato in Svizzera. Le salite sono state faticose, ma ero motivato. Io vado in palestra, in bici avevo fatto al massimo una cinquantina di chilometri al giorno». E per il ritorno? «Niente bici, andrò in aereo», conclude Francesco. •

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