Prende il machete e si scaglia
contro due operatrici

L’entrata del «Piccolo Rifugio»
L’entrata del «Piccolo Rifugio»
Camilla Ferro 29.08.2019

È stata arrestata dai carabinieri l’altro giorno, dopo aver minacciato, aggredito e ferito due operatrici della comunità che la ospita, in preda ad uno dei suoi soliti attacchi di violenza.

 

J.O., 43 anni, nata in Nigeria ma da anni a Verona, è una donna con molti problemi comportamentali, al limite della patologia psichiatrica, tanto da avere un amministratore di sostegno che provvede per lei. Non lavora, non ha famiglia, è qui sola e senza una casa dove stare. Per questo vive, da tempo, al «Piccolo Rifugio» di via Vivaldi, struttura che accoglie persone con disabilità in quartiere Navigatori. E lì, l’altro giorno, è andata in onda la sua furia, pronta a scagliarsi contro chiunque provasse a metterla quieta. Le dava fastidio la radio, il volume era troppo alto, la disturbava: è impazzita, s’è messa ad urlare, bisognava assolutamente spegnere quella musica. Ha afferrato un machete «e per due volte ha tentato», recita il capo di imputazione, «di tagliare la mano» ad una dipendente della struttura, «non riuscendoci grazie all’intervento di una collega contro cui la J.O. s’è scagliata colpendola con una testata sul viso, provocandole lesioni lievi curate poi all’ospedale».

 

La dottoressa Silvi ha deciso, al termine del processo per direttissima, la custodia cautelare in carcere in attesa del processo «per la pericolosità dell’arrestata e perché senza una dimora dove eventualmente stare dato che la Onlus s’è rifiutata di accoglierla nuovamente in caso di arresti domiciliari».