Cassonetti intelligenti, c’è il kit Ma solo per chi ha pagato la Tari

I nuovi bidoni sono più capienti: saranno 300 anziché un migliaio
I nuovi bidoni sono più capienti: saranno 300 anziché un migliaio
Ilaria Noro 31.01.2020

Servono a differenziare di più e meglio i rifiuti. Ma anche a far emergere il sommerso, che c’è, legato alla tassa sui rifiuti. Sono i nuovi cassonetti intelligenti, ad accesso controllato tramite tessera personale e app, che entreranno in funzione il 24 febbraio, in sesta e settima Circoscrizione (Borgo Venezia e Trieste, San Felice e Porto San Pancrazio, San Michele Extra, Madonna di Campagna). Fino a quattro volte più capienti degli attuali - meno di 300 sostituiranno i mille oggi presenti nella zona della sperimentazione - potranno essere aperti solo dai residenti registrati. L’esperimento, messo in atto dall’Amia con un investimento di circa 600mila euro, è destinato a estendersi progressivamente all’intera città. Per il momento, però, riguarda circa ventimila residenti e un migliaio di utenze commerciali. Se al via di questa nuova e innovativa gestione dei rifiuti manca ancora quasi un mese, inizia lunedì la consegna dei kit per l’utilizzo dei nuovi cassonetti intelligenti. I residenti interessati dal progetto potranno ritirare il tesserino e le credenziali, oltre al bidoncino da 10 litri per l’umido, all’ecosportello della sesta circoscrizione, in piazza Zagata; dal 10 febbraio al 31 marzo nella sede di Amia in via Avesani, 31; dal 17 al 29 febbraio, in settima circoscrizione, in piazza del Popolo. I kit potranno essere ritirati anche durante le serate informative messe già in calendario da Amia con l’obiettivo di informare gli interessati. Si tratta, appuntamento alle 21, di 5, 7, 12 e 14 febbraio all’istituto Pasoli, 6 e 10 febbraio al Centro Tommasoli, e 17, 19, 21, 24, 26, 28 febbraio all’istituto Copernico. Queste, però, le sedi cui potrà rivolgersi chi è in regola con il pagamento della tassa sui rifiuti. Il kit, infatti, è strettamente collegato all’utenza della Tari. Chi non lo è, come i nuovi residenti che ancora non sono censiti o quanti non hanno pagato il dovuto, per usufruire del servizio e ottenere il kit, dovranno regolarizzare la propria posizione a Solori, che si sta già attivando con uno sportello dedicato ad hoc. «Questa sperimentazione porta a un recupero del sommerso, grazie al quale anche quest’anno si spera di non aumentare la Tari e di riuscire a garantire sempre la qualità dei servizi», ha spiegato il sindaco Federico Sboarina, presentando la sperimentazione insieme all’assessore alle Aziende partecipate Daniele Polato, al presidente dell’Amia Bruno Tacchella e al responsabile del progetto Diego Testi. «La caccia all’evasione è già iniziata. Abbiamo individuato 3.900 utenti sconosciuti grazie all’incrocio di dati interni con quelli dell’anagrafe del Comune. I controlli proseguiranno con gli accertamenti sulle utenze non domestiche e sulle corrette metrature», ha anticipato l’amministratore unico di Solori Manuela Marchi. «Il sommerso deriva anche da normative che cambiano e non vengono adeguatamente comunicate: di fatto, legato alla Tari, manca all’appello quasi un milione di metri cubi. Abbiamo emesso 1.300 avvisi con un imponibile di oltre un milione e 300mila euro», ha aggiunto il direttore generale Alessandro Tatini. «La nostra rimane una realtà virtuosa», ha sottolineato Polato. «Ci stiamo mobilitando per contrastare anche i comportamenti scorretti di cittadini e commercianti che accatastano i rifiuti fuori dai contenitori». I nuovi cassonetti sono destinati al rifiuto secco residuo, all’umido e al vetro. Carta e plastica-lattine saranno raccolti con il sistema «porta a porta». I proprietari di B&b e affittacamere, avranno i kit e il compito di informare gli ospiti sull’utilizzo. •