Piove a Psichiatria
Botta e risposta
azienda-sindacati

04.10.2019

Dopo l'articolo pubblicato oggi dal nostro giornale sull'acqua che scende dal tetto nel reparto di Psichiatria in Borgo Trento e le proteste dei lavoratori, arriva la replica dell'Azienda ospedaliera di Verona.

«I lavori di rifacimento del tetto della Psichiatria 1», spiega la nota inviata alla stampa, «hanno avuto inizio il  20 settembre 2019, previo provvedimento di affidamento dei lavori, e avranno una durata pari a 120 giorni. A oggi è in stato di rifacimento la falda del tetto di nord-est del fabbricato in questione: le opere propedeutiche, già effettuate, sono consistite nel montaggio del ponteggio e della gru di cantiere, nell’approntamento della protezione temporanea del sottotetto interessato dalla rimozione della copertura, nella sostituzione degli elementi ammalorati e nel definitivo ripristino delle tegole di copertura, previa posa della guaina impermeabilizzante».

Quanto alla carenza di personale, «si precisa che il trasferimento in comando di dipendenti ad altra azienda non è non è attuabile senza il consenso del dipendente stesso. È attualmente in corso un bando interno all’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona per acquisire la disponibilità di sette infermieri (scadenza 8 ottobre 2019)»

 

I lavori sul tetto e l'acqua nel reparto

 

LA RISPOSTA DEI SINDACATI

La replica della FP CGIL di Verona: «Dopo un anno di mobilitazioni e proteste le impalcature e la gru sono state posizionate per riparare il tetto del Servizio dal quale, da molto più tempo, pioveva copiosamente all’interno. Il tutto in fretta e probabilmente senza un piano ben preciso visto che per quest’ultima (la gru) è stata necessaria la ricollocazione in quanto inizialmente posizionata nel vialetto di accesso dell’ambulanza.

Dopo la dichiarazione davanti al Prefetto che le Organizzazioni Sindacali sarebbero andate all’assemblea del personale e allo sciopero, qualcosa finalmente si è mosso. Valuteremo nel corso dell’assemblea con i lavoratori dell’11 ottobre, se i lavori di ristrutturazione saranno effettivamente partiti.

Sulla carenza di personale sono in campo gravi responsabilità che non hanno alcuna giustificazione. Tanto più se le conseguenze del mancato rispetto dello standard di personale, previsto dalla DGR 1616/2008, determina condizioni favorenti anche le aggressioni al personale. Ci auspichiamo che, al più presto, le Direzioni trovino la soluzione a problemi non più rinviabili anche per la tutela degli stessi pazienti».

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