Mix di detersivi Anziano ustionato ad occhi e labbra

Via  Paiola ad Avesa: anziano ustionato dal mix di detersiviIl pronto soccorso del polo Confortini dov’è stato portato l’anziano ferito dal  mix di detersivi
Via Paiola ad Avesa: anziano ustionato dal mix di detersiviIl pronto soccorso del polo Confortini dov’è stato portato l’anziano ferito dal mix di detersivi
Alessandra Vaccari 22.07.2019

Ha fatto un mix di prodotti di pulizia per la casa, ma quel cocktail improvvisato e inappropriato ha provocato una piccola esplosione con fuoriuscita di liquido e gas. Il vapore che si era sprigionato è andato in faccia all’anziano che con gli occhi che bruciavano, così come le labbra e la gola, ha subito chiesto aiuto. IL FATTO. Spavento e dolore. A quel punto, un anziano di Avesa ha avuto la forza di chiamare uno dei figli per dirgli quello che era accaduto. Il figlio, preoccupato ha dunque dato l’allarme al 118 che ha inviato un’ambulanza sul posto. Ma anche uno dei soccorritori, entrando in casa, ha inalato a sua volta la sostanza tossica ed ha avvertito un malore. A quel punto, dal 118 sono stati costretti a chiamare l’automedica in soccorso. Alla fine sia l’anziano che l’operatore sanitario sono stati portati in ospedale per accertamenti. Nessuno dei due è stato ricoverato, e dopo gli accertamenti, entrambi sono stati mandati a casa. È successo ieri pomeriggio in via Francesco Paiola ad Avesa. L’anziano avrebbe uniti il WcNet con il Viacal. I due prodotti hanno innescato la piccola esplosione di uno dei due contenitori. Sul posto poi sono stati chiamati anche i vigili del fuoco che hanno verificato quali tipi di prodotti erano stati mischiati e li hanno smaltiti per evitare che creassero ancora problemi. SUEM 118. «Mai mescolare prodotti», è il monito del direttore del 118 Adriano Valerio, «questo è il primo consiglio che mi sento di dare. Anche se alle volte possiamo essere tentati perchè magari in una confezione ne resta un dito. E soprattutto mai mischiare prodotti diversi perchè in alcuni casi si possono sprigionare dei fumi tossici», sottolinea Valerio. Ma cosa fare in questi casi? «Se il sintomo è fastidioso allertare il 118. Abbiamo reazioni di vario genere. Dipende se si sono ingeriti prodotti come nel caso classico di persone che mettono varechina o altro nelle bottiglie dell’acqua. Succede purtroppo di frequente che poi la gente non si ricordi di averlo fatto e qualcuno inavvertitamente beve dalla bottiglia. E qui non c’è altro da fare che correre in ospedale. Per quanto riguarda i prodotti inalati si può agire in modi diversi. È possibile sedare il paziente, quindi intervenire con prodotti topici, anche un aerosol, per esempio. Teniamo in conto che a Verona abbiamo il Centro regionale antiveleni con il dottor Giorgio Ricci», aggiunge il direttore Valerio, «e ci sono gli antidoti a seconda della sostanza velenosa introdotta». IL CAV. In Veneto si verificano ogni anno quasi 5000 accessi di pronto soccorso dovuti ad intossicazione acuta, conseguenti ad ingestione accidentale, ad assunzione volontaria, ad incidenti in ambito lavorativo. I Centri antiveleni sono sorti in tutto il mondo in risposta all'esigenza di poter disporre di servizi dedicati alla cura ed alla prevenzione delle intossicazioni e degli effetti avversi delle sostanze chimiche, compreso quelle d’abuso. L’11 maggio 2016 la Regione Veneto ha istituito il Centro regionale specializzato antiveleni (Cav) nell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. Il Centro è attivo 24 ore su 24 non si occupa soltanto di avvelenamento da morsi di animale (come i serpenti), ma anche di quelli da funghi, farmaci, prodotti per la casa e intossicazioni. L'attività del Cav è assicurata da personale medico specialista in tossicologia clinica, medicina legale ed emergenza urgenza, da personale infermieristico adeguatamente formato in campo tossicologico e da personale esperto in tecniche analitiche tossicologiche. C’è un numero verde: 800.011.858. • © RIPRODUZIONE RISERVATA