Addio a Brugnoli
dai «suoi» giornalisti
e dalla città

Il funerale di Giuseppe Brugnoli (foto Marchiori)
Il funerale di Giuseppe Brugnoli (foto Marchiori)
18.12.2019

C'erano i «suoi» giornalisti, quelli che avevano condiviso con lui l’attività a L’Arena e, prima, al Giornale di Vicenza tra gli anni Ottanta e Novanta, e poi i colleghi della Cronaca, che ieri nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice si sono stretti intorno ai familiari del direttore Giuseppe Brugnoli, la moglie Adriana e i figli Marianna, Angelo, Francesco e Andrea. Tanti giornalisti, amici, conoscenti, ex sindaci, come Gabriele Sboarina, Paolo Zanotto e Flavio Tosi, ex assessori come Maurizio Pulica, e rappresentanti istituzionali, imprenditori, come Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola, artisti come lo scultore Novello Finotti e il vignettista Bruno Prosdocimi.

 

«Aveva diretto per anni persone e situazioni, ma nel profondo era un uomo semplice», ha detto nell’omelia il parroco Venturino Cacciotti, «Era un uomo di carità, che ha fatto, anche intellettuale».

 

Un esponente di alto livello della cultura veronese e veneta, «ma aperta all’Italia e al mondo». Sandro Boscaini, imprenditore vitivinicolo, presidente di Masi Agricola, presente ai funerali, ricorda così Giuseppe Brugnoli, che tra l’altro fu nella commissione selezionatrice per il premio alla Civiltà Veneta e nel cda per il premio Grosso d’oro veneziano, della Fondazione Masi. «Grazie all’apporto del dottor Brugnoli il Premio Masi si è sviluppato e si è sempre più aperto».