Addio alla nostra collega Anna Zegarelli
Mercoledì i funerali al Monumentale

08.11.2019

Ci ha lasciati la nostra collega Anna Zegarelli, giornalista di TeleArena e Radioverona. Aveva solo 52 anni, un malore lunedì sera non le ha dato scampo. Lascia due figli, Carola e Michele. A noi restano tanti ricordi della sua simpatia e della sua professionalità. La saluteremo mercoledì 13 novembre, alle 10.30, al cimitero monumentale nella sala funeraria  per la celebrazione buddista e successivamente, alle 11.30,  nell’adiacente chiesa con cerimonia cattolica. 

 

Un malore improvviso in redazione, quando la giornata di lavoro stava per chiudersi. Un panino acquistato al bar in tutta fretta, per risalire in ufficio verso le 14. E poi la preparazione dei radiogiornali. Fino a quella caduta, in bagno, attorno alle 19 di lunedì. È stata la collega Silvia Beltrami a trovare Anna riversa a terra, senza più conoscenza. È scattato subito l’allarme, l’ambulanza in redazione. Anna che non si riprendeva. L’ansia dei colleghi. «C’è un grave trauma neurologico, Anna è in coma», sono state le parole dei medici che hanno portato Anna al polo Confortini. Sempre tutta di corsa la vita di Anna Zegarelli, 52 anni, giornalista in forza a Radio Verona, ma anche a Telearena, e collaboratrice storica del nostro quotidiano.

 

La notte di lunedì, Anna è stata portata in sala operatoria. Un intervento durato oltre le quattro del mattino. Un’operazione «tecnicamente riuscita», ma la situazione clinica di Anna era fortemente compromessa. Sono seguiti, lenti, i giorni: martedì, mercoledì, giovedì. Fino a ieri. Anna è volata via, in punta di piedi, come era solita fare lei, sempre concentrata sugli altri, sempre pronta a far del bene, a prendersi carico dei problemi di tutti. Con il suo sorriso, con una battuta. È stato un aneurisma ad ucciderla. Imprevisto, inarrestabile e cattivo. Era dalla seconda metà degli anni Novanta che Anna lavorava per il gruppo Athesis, come collaboratrice del settore cronaca, l’occhio sulle circoscrizioni, tanti sguardi sul sociale. Poi l’assunzione con Telearena, lei destinata soprattutto alla Radio. Amava il suo lavoro Anna. Non le pesava alzarsi presto alla mattina andare in onda con il telegiornale, ospitare in studio tanti personaggi, intervistare, chiacchierare, sdrammatizzare le situazioni peggiori.

 

Era una donna dolce Anna, anche se la vita con lei era stata severa. Un matrimonio alle spalle, qualche problema di salute superato che aveva fatto credere a tutti che lei fosse immortale. «Una roccia», come l’hanno sempre definita i suoi due figli, che lei adorava, Michele, 25 anni che ora sta facendo la magistrale all’Accademia di belle arti e Carola, un diploma psicopedagogico in tasca. Se li è cresciuti da sola Anna, i due ragazzi. Ma vicino a lei da sempre, ci sono stati tantissimi amici. «La nostra è una famiglia un poco allargata», ha detto Michele nei giorni scorsi ai medici, stupiti a loro volta nel vedere sempre tante persone attorno ai ragazzi e ad Anna, «una famiglia fatta di tante zie e zii acquisiti». È questo un piccolo conforto nei giorni tristi che i ragazzi stanno vivendo. E per quelli che verranno.

 

In ospedale, ogni giorno ci sono state decine di persone che sono state al fianco dei figli. Amici di Anna, colleghi, compagni di fede, lei che era buddista ha avuto accanto anche quelli di altre religioni. Hanno tutti fatto il tifo per lei, cercando di dare forza, di trasmettere coraggio a Michele e Carola. Sono arrivati i parenti, quelli di Ausonia, dove Anna aveva le sue radici, quelli veronesi. Ma una grande famiglia di Anna, sono sempre stati gli amici, quelli con cui condivideva la sua cucina e l’amore per gli animali. Non a caso, nell’appartamento in cui abitava con i figli, c’erano due gatti, quattro tartarughe, il cane di Anna e quello che aveva recentemente adottato. Era questa Anna. Una donna che ti sorrideva.

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