Crolla la torre colombara Addio a un simbolo del paese

La torre colombara di corte Parmala dopo il crollo DIENNE FOTO
La torre colombara di corte Parmala dopo il crollo DIENNE FOTO
Riccardo Mirandola 15.09.2019

L’antica torre colombara della cinquecentesca corte Parmala è crollata. Con essa se ne va un pezzo di storia plurisecolare del territorio nogarese e della Bassa e uno dei simboli del paesaggio agricolo locale. Immersa nella campagna tra Nogara e Bonferraro, la Parmala è stata per secoli una fiorente corte agricola. Fu costruita nel 1500 dalla famiglia Maggi la quale, oltre all’omonimo palazzo ancora oggi presente in paese e sede della biblioteca comunale, possedeva anche un’abitazione rurale con annessa colombara. La torre della Parmala, da sempre di proprietà privata, non è mai stata sottoposta a interventi conservativi e restauri che potessero salvaguardarla dal decadimento. Fino alla fine degli anni Settanta, l’edificio era ancora utilizzato come colombara e al suo interno, all’ultimo piano, viveva una numerosa colonia di colombi che erano utilizzati anche a scopo alimentare. Nei decenni precedenti, invece, i piccioni viaggiatori che alloggiavano nella colombara servivano quasi esclusivamente per le comunicazioni tra i possidenti terrieri o per scopi militari. I piccioni portavano un messaggio che veniva poi «spedito al volo» in un’altra colombara, anche a centinaia di chilometri di distanza. Salvo incursioni di rapaci o cacciatori, i volatili riuscivano sempre a ritrovare la strada di casa portando a destinazione anche la posta che altrimenti avrebbe impiegato giorni e giorni per arrivare. Negli anni Ottanta la corte è stata abbandonata ed è iniziato il lento ma inesorabile declino fino a quando, qualche giorno fa, il tetto e parte delle mura sono inesorabilmente crollati, cancellando per sempre una suggestiva parte del paesaggio. Ad accorgersi della mancanza della torre sono stati alcuni nogaresi che frequentano la pista ciclabile tra Nogara e Bonferraro e hanno subito pubblicato sui social le foto del crollo. La perdita della testimonianza storica preoccupa in particolare Luciano Mirandola, appassionato di architettura del territorio veronese, che nei mesi scorsi ha anche dedicato un capitolo alla colombara di Parmala nel suo libro sui mutamenti architettonici locali, evidenziando il cattivo stato di conservazione dell’edificio. A Nogara esiste un’altra torre colombara, sempre privata, in località Sant’Agata, costruita nel 1400 e anch’essa necessita di urgenti interventi conservativi, per evitarne il crollo che farebbe sparire un esempio unico di architettura rurale. «Spero che almeno la torre di Sant’Agata sia salvata», di augura Mirandola, «purtroppo questi edifici non godono di contributi pubblici per poterli recuperare e quindi vengono lasciati abbandonati senza tener conto della grande importanza che hanno avuto nella storia del nostro territorio». •