Vigo, stop al nuovo
centro islamico
Ok a quello ortodosso

Musulmani in preghiera a Casette
Musulmani in preghiera a Casette
Fabio Tomelleri 24.12.2018

Stop al centro islamico a Vigo, via libera a quello ortodosso a San Pietro. Il consiglio comunale di Legnago, nell'ultima seduta, si è espresso, con esiti diametralmente opposti, sui due progetti riguardanti l'insediamento di altrettanti luoghi di culto legati alle due comunità straniere più numerose presenti in città. Ovvero quella musulmana, che nel capoluogo della Bassa conta oltre 800 aderenti, quasi tutti di nazionalità marocchina, e quella romena a cui appartengono più di 600 persone residenti all’ombra del Torrione.

 

Tale progetto, che avrebbe di fatto creato il secondo centro di cultura islamica dopo quello aperto diversi anni fa in via Fermi da un altro sodalizio legnaghese, «Al Wifaq», aveva allarmato nei mesi scorsi i residenti della frazione. L'assemblea civica, tuttavia, ha stoppato tale intervento, forte del parere contrario dei tecnici incaricati dal Comune per esaminare la pratica. I funzionari, dopo aver valutato il progetto dal punto di vista urbanistico, hanno deciso di non accoglierlo, in quanto in contrasto con la legge urbanistica «anti-moschee» varata dal Consiglio regionale nel 2016. Tale normativa prevede che i luoghi dove si possono esercitare attività di qualsiasi religione siano dotati non solo di parcheggi adeguati, ma vengano pure collocati ad una distanza adeguata dai siti esistenti dedicati alla preghiera.

 

È andata decisamente meglio, invece, per l'altro centro di aggregazione e di culto che sorgerà alla periferia di San Pietro e che sarà destinato ai fedeli ortodossi della comunità romena. L'assemblea di Palazzo de' Stefani, difatti, ha accolto la richiesta di trasformare da agricolo ad area destinata ad attrezzature collettive un lotto privato di 5.800 metri quadrati situato in via Ghiacciaia.

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