Travolto da «pirata», muore dopo 12 giorni

Il Pronto soccorso dell’ospedale di Legnago dove era stato trasportato l’87enne dopo l’impatto
Il Pronto soccorso dell’ospedale di Legnago dove era stato trasportato l’87enne dopo l’impatto
Stefano Nicoli 05.06.2019

Ha combattuto per 12 giorni su un letto dell’ospedale di Legnago, sospeso tra la vita e la morte, dopo essere stato travolto da un «pirata della strada» mentre si trovava alla guida della sua Fiat 500 in compagnia dell’anziana moglie. Un’agonia che a tratti ha lasciato spazio alla speranza che potesse farcela ma che alla fine è sfociata purtroppo nel dramma. Le conseguenze di quel violento impatto, accaduto lo scorso 12 maggio a Casette, si sono rivelate infatti fatali per Armando Ongaro, un 87enne residente nella vicina frazione di Vangadizza. Il pensionato, che subito dopo lo scontro era stato ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione del «Mater salutis», è morto infatti la sera del 30 maggio nell’unità di Geriatria dove nel frattempo era stato trasferito. Un epilogo tragico che ha gettato nella disperazione la moglie Lia Vedovello, di 81 anni, rimasta anche lei ferita in quel pauroso incidente, seppur in maniera meno grave - la prognosi iniziale era stata di 40 giorni - i due figli e i tre nipoti della coppia. E che aggrava ulteriormente la posizione già pesante dell’investitore di cui resta ancora misteriosa l’identità. L’automobilista, dopo lo schianto tra sua Volkswagen Golf di colore grigio e la macchina dei due coniugi ultraottantenni, era sceso infatti in fretta e furia dall’abitacolo e si era dileguato a piedi. Senza prestare soccorso agli anziani intrappolati nella Fiat 500 ridotta ad un ammasso di lamiere dopo una carambola di diversi metri. Da quel giorno è iniziata perciò la «caccia al pirata» da parte dei carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile di Legnago, che hanno avviato le indagini dopo aver essere intervenuti sul luogo dell’incidente con il personale del 118. L’uomo, che guidava un’auto aziendale, intestata ad una ditta legnaghese di proprietà di un imprenditore residente a Casaleone, da quella sera ha fatto perdere le proprie tracce. Tuttavia, il cerchio degli inquirenti, sulla scorta degli indizi e delle testimonianze raccolti nelle ultime due settimane, starebbe stringendosi. E il «pirata» avrebbe perciò le ore contate. Il «fuggitivo», una volta rintracciato, oltre a vedersi ritirare la patente e a venire denunciato per omissione di soccorso, rischia anche la denuncia per omicidio colposo. Nel frattempo, gli uomini del maresciallo maggiore Roberto Zanoli, che avevano sequestrato la Golf dopo l’impatto, stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dello schianto in cui ad avere la peggio è stato Ongaro. In base ad una prima ricostruzione, lo scontro sarebbe stato causato da una mancata precedenza da parte della Golf che sarebbe uscita all’improvviso dallo stop di via Manara invadendo via Garbo dove stava sopraggiungendo l’utilitaria con i due anziani coniugi diretti verso Legnago. In attesa di sviluppi, lunedì pomeriggio, nella chiesa parrocchiale di Vangadizza, sono stati celebrati intanto i funerali dell’87enne, che era stato estratto dalla sua auto in condizioni disperate. Di pari passo, il pm della Procura di Verona, Maria Federica Ormanni, ha aperto un fascicolo sul decesso del pensionato, che potrebbe richiedere ulteriori accertamenti. E questo perchè in questa dolorosa vicenda si configura l’omicidio stradale, la nuova fattispecie di reato introdotto nel nostro ordinamento con la legge 41 del 23 marzo 2016. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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