Ottocento persone danno l’addio a Marconi

La chiesa di Casette gremita per l’addio a Claudio Marconi DIENNELa moglie e le figlie davanti al feretro dell’ex vicesindaco
La chiesa di Casette gremita per l’addio a Claudio Marconi DIENNELa moglie e le figlie davanti al feretro dell’ex vicesindaco
Fabio Tomelleri 13.11.2019

«La morte è il prezzo per la vita piena che ho vissuto». È questo il toccante messaggio d’addio che l’ex vicesindaco di Legnago Claudio Marconi, scomparso domenica scorsa dopo una lunga malattia, ha affidato alla moglie Luigina Zappon e alle figlie Leda ed Elisa prima di morire. E proprio queste parole sono state ripetute da Elisa Marconi davanti alle 800 persone che, ieri pomeriggio, hanno gremito dentro e fuori la chiesa di Sant’Antonio da Padova, nella frazione di Casette, per dare l’ultimo saluto al 62enne psicologo e psicoterapeuta dell’Ulss 9. Tra i partecipanti al rito funebre, accanto alla Giunta del sindaco Graziano Lorenzetti al completo e a diversi consiglieri comunali di entrambi gli schieramenti, erano presenti anche il presidente della Provincia Manuel Scalzotto, una decina di primi cittadini della Bassa, oltre ad amministratori locali e territoriali di ieri e di oggi, tra cui l’ex consigliere regionale Franco Bonfante. Presenti anche rappresentanti delle forze dell’ordine. La cerimonia ha avuto un inizio «laico», con il cantautore Leonardo Maria Frattini che ha accolto sul sagrato il feretro sulle note de «L’anno che verrà» di Lucio Dalla, «Io vagabondo» de I Nomadi ed altre canzoni italiane degli anni Settanta amate da Marconi. Sull’altare, per la messa, oltre al parroco don Marco Isolan ed al suo collaboratore don Gino Meggiorini, hanno preso posto anche fra Tonino Pedrina, ideatore nei primi anni Duemila del progetto «Corte Samuele», don Moreno Roncoletta, parroco di Porto, e don Luciano Bozza, alla guida della parrocchia di Vigo. In prima fila, accanto ai familiari ed agli amministratori cittadini, c’erano operatori e ragazzi della comunità terapeutica «L’Argine» di Vigo, della cooperativa sociale «Ardea» e dell’associazione «Agata onlus», delle quali Marconi è stato promotore ed animatore. A testimonianza dell’attenzione dell’ex vicesindaco verso i più svantaggiati è intervenuto pure un rappresentante della Comunità San Benedetto al Porto di Genova, fondata da don Andrea Gallo. «Claudio», ha sottolineato, tra le lacrime, la moglie Luigina, «anche di fronte al male che lo minava, della cui gravità era ben conscio, non aveva perso il proprio spirito positivo e la voglia di lavorare per gli altri. Purtroppo la malattia è stata più veloce e non gli ha permesso di fare tutto ciò che avrebbe voluto. Era più attento ai bisogni del prossimo, in campo sociale e politico, piuttosto che ai propri interessi». Elena Milani, educatrice de «L’Argine», si è rivolta direttamente a Marconi: «Ti ringraziamo per quello che ci ha insegnato, soprattutto per il tuo agire fuori dagli schemi, di tutto ciò ne faremo tesoro». «Claudio Marconi», ha aggiunto fra Pedrina, «è stato veramente un angelo buono». Dal punto di vista politico, accanto al saluto del segretario locale del Pd Gianfranco Falduto e del coordinatore provinciale del partito Maurizio Facincani, anche l’ex sindaco Silvio Gandini ha rievocato il suo ex braccio destro. «Quando, oltre 15 anni fa, ho conosciuto Claudio Marconi», ha rimarcato l’ex primo cittadino Gandini, «mi ero chiesto se realmente avremmo potuto collaborare e amministrare assieme: di fatto abbiamo vissuto un’esperienza proficua per noi e per l’intera città». Infine, il primo cittadino in carica, Graziano Lorenzetti, con addosso la fascia tricolore, ha riconosciuto il valore morale del proprio ex «rivale» politico. «Di Marconi», ha confessato il sindaco, «ho sempre apprezzato la dignità, lo stile e l’eleganza con cui ha sempre svolto il proprio ruolo, essendo inoltre molto disponibile al confronto ed al dialogo con tutti». •