Ottava farmacia, scatta ricorso al Tar

Scaffali con medicinali: a Legnago è scontro sull’ottava farmacia
Scaffali con medicinali: a Legnago è scontro sull’ottava farmacia
Fabio Tomelleri 25.05.2019

Battaglia legale sulla nuova farmacia di Terranegra di Legnago. I giudici del Tribunale amministrativo regionale (Tar) di Venezia, nei prossimi mesi, saranno infatti chiamati a pronunciarsi sulla legittimità o meno della delibera con cui il consiglio comunale, lo scorso 18 dicembre, a maggioranza, ha votato l'istituzione dell'ottava rivendita di farmaci cittadina a servizio dei 3.200 residenti del rione di destra Adige. Sono ben due, infatti, i ricorsi presentati da tre farmacie (due di queste hanno depositato un unico atto) della città per ottenere l'annullamento della delibera comunale riguardante la nuova zonizzazione dei punti vendita di farmaci, volta ad individuare l'ottava area di pertinenza della nuova rivendita, per aprire la quale servirà indire un apposito bando regionale. A ritenersi penalizzate dalla revisione della pianta organica delle rivendite farmaceutiche, che ha comportato la modifica dei confini di alcune zone di competenza delle attività già esistenti, sono state infatti una delle due farmacie operanti nel capoluogo - quella di via Minghetti, appartenente all'ex consigliere comunale forzista Armandino Bocchi, che ha presentato il primo ricorso - e quelle di Casette e San Pietro, queste ultime associate nella seconda azione legale. Per quel che concerne la contestazione della farmacia Bocchi, il titolare ha protestato sia per la collocazione scelta per la nuova rivendita che per la riduzione dell'area di propria competenza, passata con la nuova organizzazione da oltre cinquemila residenti ad appena duemila. Lo stesso Bocchi, durante il Consiglio che aveva approvato la revisione della pianta organica delle farmacie, dalla platea aveva contestato l'intervento del sindaco Clara Scapin. E, nell’occasione, aveva affermato: «Io sono il più penalizzato. Il primo cittadino ha fatto quello che ha voluto, e a me ha voluto lasciare soltanto le briciole». A rafforzare la protesta del professionista, ci aveva poi pensato in aula il consigliere di opposizione Loris Bisighin, forte di un richiamo dell'ordine dei farmacisti volto ad evitare «un'eccessiva concentrazione di sedi farmaceutiche incidenti sulla medesima area». La collocazione scelta per la nuova farmacia, ovvero in una zona già servita da altre rivendite dei quartieri limitrofi, è stata contestata pure nel ricorso presentato delle farmacie di Casette e San Pietro, le quali hanno messo in dubbio anche la tempistica con cui è stata effettuata la revisione, visto che la legge statale che ha dato il là all'istituzione della rivendita risale al 2012. Di fronte ai due ricorsi, pertanto, la Giunta ha deciso di autorizzare il sindaco stesso a costituirsi in giudizio in entrambi i procedimenti, incaricando i dirigenti municipali a designare un legale, ritenendo infondate le contestazioni mosse dai farmacisti. «Entrambi i ricorsi», scrive l'esecutivo nel provvedimento, «impugnano il medesimo provvedimento consiliare e ne contestano la legittimità. Viene inoltre denunciato l'eccesso di potere per difetto di istruttoria e motivazione». «Siamo tranquilli», evidenzia il sindaco Scapin, «anche perché abbiamo seguito tutte le procedure necessarie previste dalle legge, chiedendo il parere preventivo sia all'ordine dei farmacisti che all'Ulss 9». Quindi il primo cittadino aggiunge: «Con questa revisione abbiamo dato la possibilità a Terranegra di ottenere un servizio atteso dalla popolazione. Oltre ad offrire una nuova opportunità di lavoro sul territorio, visto che diversi giovani farmacisti si sono già informati per partecipare al bando che dovrà essere indetto dalla Regione per la nuova rivendita di medicinali». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

1 2 3 4 5 6 >