I ragazzi dell’Argine piangono Marconi

La comunità  «L’Argine» fondata e diretta da Marconi DIENNEFOTO
La comunità «L’Argine» fondata e diretta da Marconi DIENNEFOTO
Elisabetta Papa 12.11.2019

Legnago ha perso il fondatore di un centro che ha salvato molti giovani e che potremmo paragonare ad una «San Patrignano», in piccolo, della Bassa. Con Claudio Marconi, psicologo e psicoterapeuta dell’Ulss 9, scomparso domenica mattina all’hospice di Cologna Veneta dopo aver a lungo lottato contro un tumore, non se n’è andato solo un ex amministratore e politico impegnato per anni nella vita amministrativa della città. Ma anche il fondatore, oltre che responsabile della comunità terapeutica diurna «L’Argine» di Vigo per il recupero delle persone con dipendenze patologiche legate all’uso di droghe, alcol, e gioco d’azzardo. Grazie a Marconi, che nel 1992, insieme ad un gruppo di educatrici dell’Ulss, ebbe l’intuizione di creare una struttura, legata al Dipartimento delle Dipendenze dell’Ulss e radicata sul territorio, in grado di offrire un servizio di tipo semiresidenziale a persone provenienti da tutta l’area dell’Azienda sanitaria, inviati dal Serd, sia in regime di libertà che in alternativa alla carcerazione, centinaia di ragazzi e adulti, per la maggioranza uomini dai 20 ai 60 anni, hanno avuto e continuano ad avere l’opportunità di affrontare un loro percorso terapeutico. Da quella prima idea, nella quale Marconi si gettò a capofitto con la professionalità che lo ha sempre accompagnato, ma anche con l’amorevolezza e la sensibilità di un padre, nacquero in seguito nuove realtà. Come la coop «Ardea», costituita nel 1997 per il reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, e l’«Agata onlus», l’associazione genitori aiuto tossicodipendenze Argine, che nel 2000 lo psicoterapeuta e psicologo promosse con un gruppo genitori, aprendo la strada anche ad una serie di importanti finanziamenti per diversi progetti. Senza dimenticare «La Bussola», centro d’ascolto nato nel 2001 sempre in seno all’«Agata» per affrontare, col progetto Gap, la dipendenza da gioco d’azzardo patologico (in molti casi associato proprio all’uso di droghe e alcol), o il successivo Circolo equestre «Le Rondini dell’Argine», realizzato nel 2011 con il vicino Circolo ippico Tre rondini in continuità al progetto di riabilitazione per tossicodipendenti «Pegasus». Oggi, le persone in carico alla comunità terapeutica diurna «L’Argine» sono 18, ma tra il 2006 ed il 2016 si sono avuti anche medie di 24/25 persone. «Molte delle persone che abbiamo in carico», spiega l’educatrice Claudia Lizza, che nell’ultimo anno e mezzo ha affiancato Marconi come coordinatrice de «L’Argine», «al termine del percorso canonico dei due anni, pur seguendo progetti di inclusione sociale o di lavori part-time, rimangono “agganciate” a noi, così come le loro famiglie. Tutto questo è il vero senso di quello che Claudio ha messo in piedi. E tutto deve andare avanti nel solco tracciato da lui. Era un vulcano di idee, ma soprattutto aveva la grande capacità di concretizzarle. Anche perché, e questa era la sua grande forza, sapeva creare relazioni. Con i ragazzi aveva un’umanità straordinaria e loro l’hanno sempre considerato un punto di riferimento. Per me», conclude l’educatrice, «così come per le mie colleghe Elena, Paola, Martina, Donata, Chiara e Camelia, è dura sapere che dovremo proseguire senza di lui, ma sappiamo anche che i suoi insegnamenti non ci lasceranno mai». Del resto per Marconi, la comunità non era solo un dovere professionale, ma qualcosa che portava sempre con sé. Tanto che fino a che la malattia glielo ha consentito, ha voluto restare accanto ai «suoi» ragazzi, a «fare comunità». Una sorta di seconda famiglia che ieri pomeriggio, con gli occhi gonfi di lacrime, ha voluto salutare quel loro «padre» speciale rendendogli omaggio con una visita alle celle mortuarie dell’hospice di Cologna Veneta. •