Impiegato «paparazzo» Fallisce la conciliazione

La casa di riposo «Cardo»
La casa di riposo «Cardo»
P.B.02.12.2018

Fallisce il tentativo di conciliazione tra l’ex istruttore amministrativo della casa di riposo di Cologna che fotografava i colleghi e l’Ipab «Cardo»: la lite giudiziaria che coinvolge il ragioniere «paparazzo» prosegue dunque anche in sede civile. Si è concluso con un nulla di fatto il tentativo di composizione del conflitto fra P.M., 47 anni, ex dipendente della «Cardo», licenziato lo scorso 5 febbraio, e la dirigenza dell’ente. Acquisita la documentazione presentata dai rispettivi legali, il giudice del lavoro del Tribunale di Verona ha provato a proporre un accordo fra le parti, per ridurre tempi e costi del procedimento. Ma il tentativo è fallito. L’ex ragioniere aveva impugnato il proprio licenziamento, ritenendolo illegittimo, e aveva chiesto di poter rientrare sul luogo di lavoro, dove ha prestato servizio per 17 anni. A seguito dell’apertura del processo penale per molestie, minacce ed atti persecutori nei confronti di 16 persone, che negli ultimi due anni, a vario titolo, avevano avuto contatti o rapporti di lavoro con P.M alla casa di riposo di Cologna, l’Ipab ha emesso il decreto di licenziamento in tronco. «Quando la Procura ci ha fornito tutto il fascicolo penale sul nostro dipendente non potevamo esimerci dall’intervenire con un provvedimento disciplinare esemplare», spiega il presidente della «Cardo» Mario Facchetti. «Poiché nel frattempo, durante il processo, non sono emersi fatti nuovi o diversi rispetto alla situazione che si è delineata, noi restiamo fermi sulla nostra posizione». L’ex ragioniere ed ex responsabile della sicurezza dell’Ipab ha invece chiesto il reintegro negli uffici di via Cardo. Probabilmente l’impugnazione del provvedimento disciplinare ha una finalità ben precisa. In questi casi, infatti, per chi viene licenziato l’opposizione rappresenta quasi una strada obbligata. L’iniziativa ha infatti lo scopo di preservare il posto di lavoro, nel caso in cui l’ex impiegato venisse scagionato dalle accuse di natura penale che gli sono state rivolte. Constatata la mancata volontà di giungere ad una conciliazione, anche perché la casa di riposo contesta a P.M. delle inadempienze amministrative che riguardano più direttamente le mansioni dell’ex istruttore, oltre naturalmente ai fatti di rilevanza penale, il giudice del lavoro ha aggiornato la causa a fine giugno, mentre la prossima udienza del processo penale si terrà il 15 febbraio. Intanto, l’Ipab, pur tra le difficoltà, tra cui quella di trovare un altro ragioniere, prova a guardare avanti. È in dirittura d’arrivo la costruzione della nuova ala, ad un unico piano, realizzata a nord ovest rispetto al blocco storico: ospiterà 18 ospiti non autosufficienti in stanze da due persone, attuando così le normative regionali. Ora verranno sistemati gli arredi e l’inaugurazione dovrebbe tenersi nelle festività di Natale. Terminato questo intervento, costato un milione di euro, si procederà con la ristrutturazione per stralci del resto del fabbricato. •

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