Il «tubo» verrà prolungato fino a Sabbion

Il punto in cui il collettore scarica le acque reflue nel fiume Fratta-Gorzone, in località San Michele
Il punto in cui il collettore scarica le acque reflue nel fiume Fratta-Gorzone, in località San Michele
Luca Fiorin 02.11.2019

Il collettore che già scarica nel Veronese le acque reflue di cinque depuratori del Vicentino verrà allungato fino a Sabbion di Cologna, con un intervento da oltre 10 milioni di euro che prenderà il via il prossimo anno. Ad annunciarlo è Antonio Mondardo, presidente del consorzio Arica che gestisce il sistema formato dal «tubo» e dalle strutture di depurazione di Arzignano, Montecchio Maggiore, Montebello, Trissino e Lonigo, ad esso connesse. L’infrastruttura attualmente sfocia nel fiume Fratta-Gorzone, in località San Michele di Cologna. Lo sbocco avviene in prossimità del punto in cui nel corso d’acqua si getta anche il canale artificiale Leb. Canale che è stato creato per sostenere l’irrigazione di un ampio comprensorio, anche se una parte delle acque convogliate viene usata per diluire, il termine ufficiale è rivivificare, i reflui che arrivano dal Vicentino. Il progetto definitivo del prolungamento ha già superato la Valutazione di impatto ambientale (Via), che si è svolta in Regione, ed ora deve ottenere l’approvazione definitiva da parte degli Ambiti territoriali ottimali del servizio idrico vicentino Valle del Chiampo e Bacchiglione. Anche Ato Veronese sarà chiamato a fornire un parere, che però non sarà vincolante. Gli organismi che la Regione ha individuato come soggetti titolati a dare la valutazione definitiva dell’intervento stanno attualmente approfondendo gli elaborati. «Una volta superata questa fase, saranno avviate contemporaneamente la realizzazione del progetto esecutivo, che non necessiterà di ulteriori approvazioni, e la gara per l’appalto dei lavori», annuncia Mondardo. «Inoltre, si potrà procedere con gli espropri, che riguardano aree non troppo estese e che mi auguro possano essere attuati ricorrendo ad accordi bonari», aggiunge. Insomma, è ormai questione di mesi per l'apertura dei cantieri. «Vista la situazione, è realistico pertanto prevedere che l’avvio della fase operativa avvenga il prossimo anno», conferma il presidente. L’intervento consisterà nella realizzazione di circa quattro chilometri di nuova condotta, con un materiale diverso da quello con cui è realizzato il resto del «tubo». Si tratta di un calcestruzzo con all’interno uno strato di polietilene. «Un prodotto che offre garanzie di maggiore tenuta», precisa Mondardo. In questo momento, il collettore sfocia sul lato sinistro del Fratta-Gorzone. È previsto che in quel punto venga realizzato un attraversamento del fiume, visto che la nuova condotta verrà posata lungo la sponda destra. Quindi correrà lungo il corso d’acqua sino a sud dell’abitato di Cologna arrivando all’altezza dell’ex zuccherificio, in località Sabbion. Qui, il tragitto del collettore si staccherà da quello del corso d’acqua. Il «tubo» seguirà una strada sterrata, arrivando a sboccare, ancora una volta, nel Fratta-Gorzone, di fronte al depuratore che tratta gli scarichi civili di Cologna e dei Comuni vicini. «Questo è comunque solo il primo lotto del progetto», spiega il presidente di Arica. «Il costo di questa operazione sarà di 10,83 milioni di euro, di cui quasi quattro sono stati finanziati dal ministero dell’Ambiente, tramite la Regione, e gli altri dalle società vicentine di gestione del servizio idrico Acque del Chiampo, Medio Chiampo e Viacqua», aggiunge. Il piano attualmente in fase di approvazione comprende, però, anche l’allaccio al collettore del depuratore di Cologna e la realizzazione di un nuovo impianto di disinfezione delle acque, che sostituirà quello esistente. Se già ora il consorzio acquisirà in proprietà i terreni necessari per effettuare anche queste operazioni, per poterle poi realizzare sarà necessario attendere lo svolgimento di alcuni passaggi. L’allaccio del depuratore di Cologna, infatti, potrà avvenire solo se Acque Veronesi, che lo gestisce, entrerà a far parte del consorzio Arica e, ovviamente, dopo l’ok definitivo da parte delle amministrazioni del territorio e della Regione. Per arrivare a realizzare il secondo lotto, il cui costo è previsto in 2,1 milioni euro, serviranno presumibilmente almeno altri due anni. •