Trasloco dei sinti, si alzano le proteste

La protesta dei residenti di Roverchiara in Consiglio a Cerea DIENNE
La protesta dei residenti di Roverchiara in Consiglio a Cerea DIENNE
Francesco Scuderi 30.03.2019

Le ultime cinque famiglie sinte residenti nel campo nomadi di via Firenze potrebbero presto trasferirsi a Roverchiara con l’aiuto economico del Comune di Cerea. Siamo ancora nel campo delle ipotesi. Tuttavia, l’altra sera la notizia ha scatenato la protesta a sorpresa di una cinquantina di residenti di Roverchiara. I quali, esibendo variopinti cartelli con scritto «Rispetto per i piccoli Comuni», si sono presentati al consiglio comunale ceretano, capeggiati dal loro sindaco, Loreta Isolani, per manifestare tutta la loro contrarietà al ventilato trasloco. Ad informare il sindaco di Roverchiara sulla possibilità che le famiglie sinte potrebbero presto trasferirsi nel piccolo centro di destra Adige era stato nei giorni scorsi direttamente il suo collega di Cerea Marco Franzoni. «Si tratta di un’operazione ancora tutta da definire e che non sappiamo se andrà in porto», ha esordito il primo cittadino, «il nostro obiettivo è quello di smantellare il campo nomadi di via Firenze, ormai fatiscente, che negli anni ha registrato molti problemi igenico-sanitari e di sicurezza». Senza tralasciare eventi drammatici avvenuti nel campo, tra cui quello che cinque anni fa vide coinvolto un bambino di due anni, Dominic Poli. Il piccolo viveva all'interno dell’insediamento con i genitori e morì investito da un treno regionale della linea Verona-Rovigo che passa proprio a fianco del campo. Da allora i residenti chiedono con forza di lasciare l’insediamento anche con l’aiuto del Comune. Lo scorso anno diverse famiglie residenti si sono trasferite in altri paesi, facendo così diminuire il numero effettivo di abitanti. Attualmente, in via Firenze, ci vivono una ventina di persone suddivise in cinque famiglie. «Gli attuali residenti», ha spiegato Franzoni, «oltre a chiedere di poter disporre di alloggi popolari, ora non disponibili, hanno manifestato la volontà di trovare autonomamente una sistemazione alternativa rivolgendosi al mercato immobiliare e aggiudicandosi all'asta un immobile a Roverchiara». Si tratta di un edificio, in parte fatiscente, situato in via Minello 60, a pochi chilometri da San Pietro di Morubio e dall’abitazione dove, quasi per uno scherzo del destino, abita proprio Franzoni. Alla luce dell’acquisto, i sinti hanno avanzato al Comune di Cerea una richiesta di contributo di circa 20mila euro per perfezionare la compravendita dell’edificio. «Abbiamo ritenuto la richiesta ragionevole», ha sottolineato Franzoni, «perché corrisponde a due anni di spese per le utenze del campo che sono già a nostro carico. Resta comunque da valutare la fattibilità della proposta dal punto di vista giuridico e urbanistico». Insomma, la volontà politica c’è. Ora resta da capire se esistono gli strumenti burocratici per procedere con la manovra. L’amministrazione ceretana, inoltre, è disponibile ad indire un tavolo di confronto con i colleghi di Roverchiara, il Prefetto ed eventuali altri enti interessati, tra cui Ater e Ulss 9. Sulla questione è intervenuto anche il consigliere di minoranza Paolo Bruschetta. «Il problema non si risolve spostando i sinti da un Comune all'altro, servono politiche di integrazione ben fatte», ha dichiarato incassando l’applauso del pubblico di Roverchiara. • © RIPRODUZIONE RISERVATA