Strade ai veleni, bufera sul Consorzio

Via Ca’ Persa, a Palesella, è una delle strade sistemate utilizzando il «Concrete  green»
Via Ca’ Persa, a Palesella, è una delle strade sistemate utilizzando il «Concrete green»
Francesco Scuderi 28.03.2019

Il Comune di Cerea dichiara nulla la nomina del proprio rappresentante all’interno del Consorzio Cerea spa. Si tratta di una delle due aziende coinvolte, assieme alla «Tavellin Green Line srl», nell’inchiesta «Strade avvelenate» portata avanti dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Venezia. Il Consorzio Cerea, fondato nel 1996, è una società a capitale pubblico-privato, di cui il Comune detiene attualmente il 20 per cento di quote mentre il restante 80 per cento è suddiviso in parti uguali tra la «Tavellin Luigi snc» e la «Tavellin Green line srl». Nel giugno 2017, il geologo ceretano Cristiano Marconcini fu nominato dall'allora sindaco Paolo Marconcini come rappresentante del Comune nel consiglio d’amministrazione del Consorzio. A seguito di una recente verifica degli atti di nomina, scattato dopo la notizia dell’inchiesta della Dda veneziana e le pressioni di una parte dell’opposizione consiliare, è emerso che il professionista «non ha mai prodotto l’autodichiarazione iniziale e quella annuale di assenza di posizioni di incompatibilità al momento dell’incarico»: così recita il provvedimento firmato da Umberto Sambugaro, segretario e responsabile anticorruzione del municipio. Non solo. «Al protocollo comunale del 9 gennaio 2018 figura anche una collaborazione professionale con una delle società che controlla Consorzio Cerea di non ancora chiara ed accertata definizione», scrive Sambugaro. Con il benestare della maggioranza guidata dal sindaco Marco Franzoni è stata quindi rilevata «la nullità della nomina di Marconcini». La collaborazione professionale su cui si è fissata la lente d’ingrandimento dell’amministrazione è quella che il professionista aveva prestato per eseguire i campionamenti di terreno in alcuni cantieri dove è stato utilizzato il «Concrete green». Ossia il materiale prodotto dalla «Tavellin Green Line srl» finito al centro dell’indagine dell’antimafia. Tra i campionamenti eseguiti dal geologo ceretano c’è anche quello in via Ca’ Persa, a Palesella, una strada di campagna sistemata gratuitamente nel 2015 proprio con il «Concrete Green». I campioni raccolti furono spediti ad un laboratorio di analisi che accertò come i parametri rilevati non fossero fuori legge. «Sapere che i valori erano a norma è una buona cosa», afferma Franzoni. «Non metto in dubbio la professionalità dell’esperto che ha eseguito il campionamento», prosegue il primo cittadino, «ma la scelta, che dal punto di vista politico è assolutamente inopportuna, di svolgere l’incarico facendo parte di Consorzio Cerea». Anche nell’opposizione c’è chi vuole andare fino in fondo sulla questione. «Chiederemo al sindaco nuove analisi», annuncia Francesco Calza della Coccinella. «Via Ca’ Persa», prosegue Calza, «è lunga due chilometri e sono stati fatti solo tre campionamenti, per giunta a poca distanza l’uno dall’altro». Concorda Franzoni: «Pretendiamo chiarezza e trasparenza, è giusto svolgere ulteriori analisi a tutela della salute dei cittadini». Il Comune inoltre si libererà delle quote in suo possesso in Consorzio Cerea. «È una procedura avviata da oltre un anno», conclude il sindaco. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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