Bongusto, una via all’alunno modello

Il cantante Fred Bongusto, a Cerea gli verrà dedicata una via
Il cantante Fred Bongusto, a Cerea gli verrà dedicata una via
Francesco Scuderi 10.11.2019

Cerea avrà una via dedicata a Fred Bongusto. Anche la città infatti piange la morte del celebre cantante, scomparso venerdì a Roma, voce amata della musica nazionale che ha accompagnato le estati degli anni Sessanta e Settanta degli italiani. Bongusto visse nella città del mobile una parte della sua infanzia e l’amministrazione comunale ha deciso di attivarsi in ricordo dell’artista. Era da poco terminata la Seconda guerra mondiale quando Alfredo Antonio Carlo Buongusto, nato a Campobasso il 6 aprile del 1935, rimasto orfano del padre mai più tornato a casa dal conflitto, venne a vivere a Cerea. Abitava a due passi dalle ex scuole elementari, in viale della Vittoria, attuale sede staccata di municipio e biblioteca, assieme a una zia, la maestra Puccini. A ricordare quel periodo, siamo alla tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio dei Cinquanta, è Franco Ferrarese, suo ex compagno di classe. «Siamo stati allo stesso banco in quarta e quinta elementare», dice l’amico, «Alfredo era un ragazzo speciale, intelligente, bello e buono, dotato di una spiccata sensibilità». Sono numerosi gli aneddoti che si accavalcano nella mente dell’84enne compagno di Bongusto. «Una volta in classe volle leggere un mio tema prima di consegnarlo al maestro e mi chiese se potesse fare qualche correzione. Mi riscrisse tutto il compito, ma il maestro se ne accorse ed esclamò: Franco questa non è farina del tuo sacco!». Era così Fred, una persona aperta e genuina, sempre pronta ad aiutare. «Suonava già la chitarra», ricorda Ferrarese, «la mia famiglia aveva un piccolo laboratorio di falegnameria, venne da noi a farsi fare l’astuccio per il suo strumento e diventammo amici. La sera strimpellavamo canzoni, lui già cantava e scriveva testi, con noi c’era anche mio fratello Luigino. Le ragazzine venivano sempre ad ascoltarlo». Lasciata Cerea, la vita di Bongusto proseguì tra la scuola, il liceo classico «Mario Pagano» di Campobasso e l’università. Si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza di Modena, sempre coltivando però l’irresistibile passione per la musica. Così alla fine, tra studio e musica, sceglie la seconda. Nei primi anni Sessanta Bongusto comincia a essere molto conosciuto tra i frequentatori dei locali da ballo. L’Italia, dopo gli sforzi della ricostruzione, sta uscendo dalle difficoltà economiche e la gente ha una gran voglia di divertirsi. In questi anni, che verranno poi ricordati come quelli del «boom», l’artista imbocca finalmente la strada per il successo. Il 1964 per lui è l’anno della consacrazione definitiva, con «Una rotonda sul mare» una delle canzoni più conosciute del suo repertorio destinata a diventare una sorta di emblema di quel periodo. A Cerea però l’artista continua a rimanere legato. «Era in affari con un cugino di mia moglie Mirella», ricorda Ferrarese. «Ma veniva anche per cantare», prosegue l’amico, «ricordo che si esibì anche a Legnago. Gli piaceva giocare anche a tennis: 20 anni fa disputò una partita nei campi del tennis club di Cerea». A gareggiare quella volta con Bongusto c’era Gianni «Roccia» Zaniboni, simbolo della Verona beat, leader delle Rocce di Cerea negli anni Sessanta. Per tenere vivo nei ricordi il legame del cantante con Cerea, l’amministrazione comunale l’altro ieri ha deciso di intitolargli una via. «Bongusto è stata una celebrità italiana conosciuta in tutto il mondo», dice il sindaco Marco Franzoni. «Ha vissuto e frequentato Cerea per molti anni, riteniamo giusto ricordarlo con i mezzi a nostra disposizione», conclude il primo cittadino. •