«Michelangelo, mamma ti amerà dal cielo»

Il feretro, sormontato dalla fotografia di Federica Favalli, durante i funerali della maestra d’asilo DIENNE
Il feretro, sormontato dalla fotografia di Federica Favalli, durante i funerali della maestra d’asilo DIENNE
Fabio Tomelleri 27.10.2019

«Federica sei stata una guerriera e dal cielo continuerai a sorriderci e ad amare il tuo piccolo Michelangelo». Con queste parole, pronunciate ieri mattina nel duomo di Bovolone, amici, insegnanti e genitori dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia «Ai Caduti» di Oppeano, nonché gli allievi ed i coordinatori dell’Accademia musicale oppeanese (Amo), hanno dato l’ultimo saluto a Federica Favalli. La morte della maestra d’asilo di 41 anni, causata da una grave malattia, ha gettato nel dolore due città: Oppeano, dove la giovane donna lavorava con i bambini ed insegnava canto ai ragazzi nel tempo libero; e Bovolone, dove Favalli era nata e viveva con il marito Marco ed il figlioletto Michelangelo di tre anni. Il papà di Federica, Augusto, presente alle esequie, è stato pure assessore e consigliere comunale della città del mobile. Al rito funebre hanno partecipato, con fascia tricolore, i sindaci delle due comunità colpite dal lutto, ovvero il primo cittadino bovolonese Emilietto Mirandola ed il collega oppeanese Pierluigi Giaretta. Il rito funebre, celebrato di fronte ad oltre 600 persone, è stato presieduta dai due co-parroci di Bovolone, don Cristiano Tezza e don Marco Turri, affiancati da quello di Oppeano, don Giuseppe Facci, e da fra Bernardino, il padre francescano del santuario della Madonna della Comuna (Mantova) che ha assistito spiritualmente Federica nell’ultima parte del suo calvario, iniziato nell’ottobre 2017. Proprio fra Bernardino, durante l’omelia, davanti alla bara bianca ricoperta da un cuscino di rose e con adagiata la foto della maestra sorridente, ha evidenziato: «Federica, nell’ultimo anno, aveva pregato molto, ma non voleva farsi vedere in lacrime, soprattutto dal piccolo Michelangelo. Solo all’ultimo, quando ormai la malattia non le dava più scampo, aveva ceduto un po’ al dolore». A testimonianza dell’impegno formativo verso i più piccoli, le maestre dell’asilo oppeanese, all’offertorio, hanno portato ai piedi dell’altare un cartellone preparato dalla stessa Favalli assieme ai suoi alunni. Dalle parole delle docenti della materna, nonché da quelle degli insegnanti e degli allievi di canto dell’associazione Amo, è emerso il ritratto di una persona determinata nel combattere fino all’ultimo la sua battaglia contro una malattia che, purtroppo, alla fine ha preso il sopravvento. «Con il suo esempio», ha rivelato una maestra della materna oppeanese, «Federica ci ha insegnato che ognuno di noi, anche nelle difficoltà, può trovare dentro di sè una forza immensa». Un’altra maestra ha rivolto un pensiero al figlioletto dell’insegnante, Michelangelo: «Federica, ora, continuerà ad amarlo dal cielo». Con un groppo alla gola, Gabriele Bonadiman, presidente dell’Accademia musicale, si è rivolto direttamente all’insegnante scomparsa nel fiore della vita: «Ci mancheranno la tua straordinaria umanità ed il particolare sorriso che ti ha sempre contraddistinto. In questi due anni di sofferenza abbiamo visto in te una guerriera che non ha mai abbassato la guardia di fronte alla malattia». Infini, un’amica della 41enne ha aggiunto: «Quando in cielo vedrò uno spiraglio di sole saprò che sarà il tuo dolce sorriso». «Ogni volta che saliremo sul palco per cantare tu sarai lì con noi», hanno concluso, coralmente, gli ex allievi di canto di Federica. All’esterno, quindi, gli stessi ragazzi hanno liberato nel cielo tre palloncini bianchi davanti al feretro mentre centinaia di persone consolavano i familiari in un corale abbraccio. •