Top 500

«Imprese veronesi e credito?
Qui è aumentata la domanda»

Francesco Giordano co-Ceo Commercial Banking di Unicredit
Francesco Giordano co-Ceo Commercial Banking di Unicredit
Paolo Dal Ben03.02.2020

Martedì 4 febbraio esce Top500 Verona con L’Arena e Top500 Vicenza su Il Giornale di Vicenza, nel pomeriggio a Soave a Rocca Sveva, nella sede storica della Cantina di Soave, verranno presentati i dati dei bilanci 2018 dei due sistemi imprenditoriali. Tra gli ospiti del convegno anche Francesco Giordano, Co-Ceo Commercial Banking Western Europe del gruppo Unicredit.


Il sistema Verona anche nel 2018 segna una crescita dei ricavi ma meno rispetto all'anno precedente. Dal vostro osservatorio che riscontro avete avuto dal punto di vista degli impieghi qui nel 2018 e 2019?
L’analisi Top500 restituisce la fotografia di un territorio dinamico, con un trend consolidato che coinvolge quasi tutto il sistema produttivo veronese. In un periodo incerto come quello presente, vediamo che la forte propensione all’export di questa regione consente di avere ritmi di crescita superiori e di cogliere le migliori opportunità sui mercati internazionali. Per quel che riguarda il 2018, a Verona abbiamo registrato un aumento dello stock di impieghi, che a fine anno superavano i 4 miliardi di euro, in crescita dell’1,8% rispetto all’anno precedente. Per il 2019, invece, rileviamo ancora un certo attivismo: nel segmento corporate infatti a fine settembre le nuove erogazioni a Verona sono in crescita del 3,6%, in controtendenza rispetto a quanto rilevato in altre aree del Nord Est. Posso citare ad esempio il finanziamento di Rossetto Group per supportare la costruzione del nuovo centro logistico.


Borsa, le aziende veronesi hanno maggiore o minore interesse in questo senso?
Quello dell’accesso al mercato dei capitali per le Pmi è un tema di assoluta attualità e UniCredit è impegnata in prima linea nel sostenere le aziende italiane interessate a individuare nuove soluzioni di finanziamento per la crescita. Il Forum di Territorio Nord Est da noi organizzato lo scorso giugno a Lazise si è incentrato proprio sull’importanza per le imprese di aprirsi e attrezzarsi per ottenere fiducia e capitali dagli investitori. L’interesse che abbiamo riscontrato è elevato ma se dovessi segnalare un ambito che più di altri ha attirato l’attenzione degli imprenditori veronesi citerei i minibond, segmento nel quale UniCredit a settembre ha raggiunto il traguardo dei 200 milioni ed è leader di mercato in Italia con una quota di mercato di circa il 25%. Proprio a Verona abbiamo concretizzato nei mesi scorsi un’operazione, con la sottoscrizione di un prestito obbligazionario da 5 milioni emesso dalla società Vrm, attiva nella commercializzazione di prodotti ittici.


Quanto conta la dimensione delle aziende per l'accesso al credito? Quali sono i criteri più importanti? Ce ne sono di nuovi?
Le imprese italiane, che rappresentano l’ossatura dell’economia del paese, conosciute in tutto il mondo per il dinamismo e la forte specializzazione, devono però affrontare la sfida del tema dimensionale che può a volte limitarne le opportunità di crescita. È perciò importante che le aziende sappiano anche agire in ottica sinergica per affrontare al meglio le sfide globali. Perciò UniCredit promuove la capacità delle imprese di aggregarsi in filiere produttive. Per alcuni settori rappresenta un vantaggio competitivo come ad esempio l’agroalimentare, infatti la banca sta portando avanti il «Progetto Filiere Agroalimentari» che trasferisce i benefici in termini di accesso al credito dalla capofiliera a tutte le aziende a valle della filiera stessa. Proprio qua nel veronese abbiamo recentemente sottoscritto un accordo di questo tipo con la Cooperativa Zootecnica Scaligera, una delle più importanti associazioni di allevatori di bovini del panorama nazionale. Ritornando al merito creditizio la decisione di una banca tiene conto anche di un mix di fattori come la governance e la qualità del management, in altri termini «le persone che fanno l’azienda», elemento determinante per il raggiungimento degli obiettivi di un’impresa.


Top500, come valuta questo evento?
L’evento Top500 ha il grande merito di permetterci di riflettere, dati alla mano, su realtà e dinamiche che spesso diamo per scontate ma che, nel panorama nazionale e non solo, costituiscono un’eccellenza e spesso anticipano trend e dinamiche macro. Inoltre si configura come una grande opportunità per conoscere meglio esigenze e obiettivi del tessuto imprenditoriale, asse portante dell’economia. UniCredit è sempre attenta all’ascolto per poter trovare anche nuove forme di collaborazione.


Unicredit ha le radici piantate in questo territorio ma è una banca europea. Qual è la sfida più grande per un istituto come Unicredit, in questo momento?
Essere partner di un’iniziativa come il Top500 è già di per se stessa una dimostrazione concreta delle nostra volontà di essere a fianco delle imprese veronesi e vicentine. Dopodiché, UniCredit è per sua natura una banca commerciale pan-europea. Personalmente mi occupo, insieme a Olivier Khayat, delle nostre attività in Europa Occidentale e sono convinto che per questo territorio sia fondamentale poter dare un servizio competente e innovativo, in grado di offrire un accesso a banche leader in 14 mercati, cui si aggiungono uffici di rappresentanza internazionali e accordi con oltre 5.000 banche corrispondenti per supportare il made in Italy in tutto il mondo. 


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