Top 500

Continua la crescita
per le top 500 veronesi

La percentuale di crescita del giro d'affari è più contenuta rispetto al 2017: +4,28% contro +8,04%
La percentuale di crescita del giro d'affari è più contenuta rispetto al 2017: +4,28% contro +8,04%
L.Z.04.02.2020

Nel 2018 il sistema Verona cresce ancora: le prime 500 aziende sommano un fatturato di oltre 55 miliardi. Mostrando due elementi importanti: una percentuale di crescita più contenuta rispetto all'anno precedente, con un tasso del +4,28% rispetto al +8,04% del 2017; e l'aumento della dimensione delle aziende che entrano a far parte delle top 500, sia nella parte alta della classifica che in quella bassa.

 

Ne abbiamo parlato con Bettina Campedelli, docente di Economia aziendale a Verona, che ha coordinato l'undicesima edizione delle top aziende veronesi. Questa volta sono stati analizzati e confrontati oltre 11 mila bilanci di aziende scaligere. Per la prima volta quest'anno allo studio sulle top 500 è stato aggiunto un focus sulle top 100 in cui compaiono i maggiori gruppi e aziende (vedi pagine 7-15) veronesi.In continuità rispetto alle scorse edizioni dell'inserto, la prima analisi riguarda le 500 maggiori società di capitali aventi sede legale a Verona, colte attraverso i dati dei bilanci di esercizio degli anni 2018 e 2017. 

 

Cresce la dimensionalità delle imprese scaligere? Si tratta di società di dimensioni medio-grandi: la minore delle top 500 supera i 15 milioni di fatturato, mentre 172 superano i 50 milioni.  Le top 500 rappresentano numericamente il 4,38% degli 11.428 bilanci di esercizio disponibili per l'elaborazione di questo inserto, ma l'incidenza in termini di fatturato complessivo è del 78,36%. 

 

Il sistema Verona cresce ancora, ma nel 2018 il tasso di crescita crolla rispetto alla precedente edizione: quante sono le aziende che incrementano il fatturato? Il giro d'affari complessivamente prodotto (ricavi delle vendite e delle prestazioni e altri ricavi, contributi esclusi) dalle 500 società di capitali nel 2018 è stato di 55.064 milioni di euro, in crescita rispetto al 2017 del 4,28%.  Questa crescita però appare quasi dimezzata rispetto a quella registrata nell'inserto precedente (era +8,04%): 353 società (il 70,6%) hanno registrato un aumento o una costanza di fatturato sul 2017. Nel complesso degli 11.428 bilanci disponibili su Verona, le aziende in crescita sono la maggioranza (6.191) corrispondenti al 54,17% (incidenza in linea con quella dello scorso anno). La crescita registrata mediamente dalle 11.428 società è pari al 4,07%, di poco inferiore alle top500, ma decisamente inferiore a quella rilevata lo scorso anno (+6,68%).

 

Anche per investimenti e patrimonializzazione, i dati sono positivi ma a velocità rallentata: come valutare questi elementi? Sul fronte degli investimenti, il totale attivo 2018 delle top500 è di 36.640 milioni, e segna una crescita del 5,64%, di poco inferiore a quella registrata negli scorsi due inserti (era 5,93% durante il 2017).

 

Aumenta la solidità... Sì, positivo è anche il fronte della patrimonializzazione, posto che il patrimonio netto delle top 500 è cresciuto del 7,22%, raggiungendo un valore cumulato di 13.879. Anche in questo caso però la crescita appare meno intensa di quella registrata negli scorsi due inserti (era +10,12% nel 2017). I debiti finanziari ammontano a 6.814 milioni e sono cresciuti del 6,19%, meno dello scorso anno, quando avevano registrato un +9%. Si può osservare un lieve effetto positivo sul debit/equity, che cala leggermente (da 0,50 a 0,49): l'indice segnala un ricorso prevalente al capitale proprio e rispetto al capitale di terzi finanziatori. La crescita dell'indebitamento finanziario si accompagna anche ad un lieve aumento negli oneri finanziari (+1,7%) pagati dalle top 500; essendo il giro d'affari in aumento in maniera più intensa, la loro incidenza (Of/fatturato) risultano in lieve calo da 0,38% a 0,37%.

 

Peggiorano però i risultati economici: cosa segnalano questi indicatori? I dati positivi finora esposti in termini di sviluppo e patrimonializzazione si scontrano con un peggioramento dei risultati economici, indice di un aumento dei costi più che proporzionale alla crescita del giro d'affari: l'Ebitda complessivo è in riduzione nel 2018 dell'8,88%; il reddito operativo (Ebit) registra un calo del 10,74% e ancora più deciso è quello del reddito netto (-12,55%); il calo appare in controtendenza rispetto al precedente inserto dove si registravano aumenti cospicui (a due cifre) di tutti i margini.

 

Quali le conseguenze di questa situazione? La riduzione dell'Ebitda determina una minore capacità di copertura dell'indebitamento finanziario, come si può notare dall'aumento del rapporto Debt/Ebitda che passa da 1,82 a 2,04; analogamente, gli stessi flussi di cassa permettono una diminuita copertura degli oneri finanziari: l'indice Ebitda/Of scende infatti da 17,62 a 16,47.La riduzione dei risultati reddituali determina anche il calo degli indici di redditività: l'Ebitda/fatturato si riduce da 6,67% a 6,08%, il Roa è in calo da 6,48% a 5,48%, il Ros passa da 4,26% a 3,65%. La redditività netta (Roe) registra le riduzioni più intense, da 13,05% a 10,64%.



© RIPRODUZIONE RISERVATA