Pallone d'oro

«La corsa al Pallone d’oro?
È una questione di famiglia»

Un fotogramma del videoclip inviato da Simeoni
Un fotogramma del videoclip inviato da Simeoni
DAV. C.30.04.2020

Una questione tra padre e figlio. Il calcio, in fondo, è anche questo. Una passione che si tramanda di generazione in generazione e l’appuntamento settimanale con «Road to … Pallone d’Oro» ripercorre proprio questo legame che caratterizza pure l’iniziativa 2020. I protagonisti sono Elia e Luigi Simeoni. Rispettivamente figlio (e attaccante del Team Santa Lucia) e padre, accomunati dalla corsa al Pallone d’Oro e, soprattutto dal calcio. «Beh, lui è il mio primo tifoso», assicura al telefono Elia dopo aver visto in onda il video che Luigi ha inviato a sport@telearena.it. Un filmato ricco di immagini, foto, ritagli, gol e ricordi. Frammenti di una giovanissima carriera che solo l’affetto paterno può raccontare. «In realtà mi ha dato una mano tutta la famiglia», ci tiene a chiarire Elia, «però, è vero, mio padre ci teneva molto». Insomma, l’occasione per coinvolgere tutti i più cari «anche perché l’idea di partecipare a questa iniziativa è nata principalmente grazie ai miei genitori», spiega l’attaccante del Team. «Hanno iniziato loro a raccogliere i tagliandi, poi mi ci sono messo anch’io facendo girare la voce tra gli amici, i compagni di classe ed i conoscenti». Come sempre partecipare a questa iniziativa significa creare legami, stringere rapporti e sentire la vicinanza di chi ti vuol bene. E la storia di Simeoni non fa eccezione, «anche perché serve davvero il sostegno di tutti in una situazione così complicata per cercare di raccogliere più tagliandi possibili», assicura. «Ora che si può, ad esempio, si va a fare un giro in edicola. Diciamo che per darmi una mano non si è mai risparmiato nessuno. Anzi, devo dire che siamo tutti sorpresi per la dedizione che ci sta mettendo chi ha deciso di farlo». Una bella dimostrazione in un periodo che sta mettendo tutti duramente alla prova. La corsa al Pallone d’Oro si può trasformare pure in questo, in attesa che si capisca che destino avrà il calcio. «Credo che sarà impossibile riprendere i campionati per terminarli», spiega Elia, «quelli dilettantistici ed anche quelli professionistici». A proposito, il sogno di chi non ha neppure vent’anni e gioca a calcio non può che essere uno. «Ovviamente mi piacerebbe debuttare tra i pro», ammette Simeoni, «del resto so che alcuni di quelli che hanno vinto questa iniziativa hanno fatto il grande salto ...». Già, l’albo d’oro è ricco di nomi importanti ed Elia spera giustamente di scriverci anche il suo. «Un appello per raccogliere qualche voto in più? Beh, se mi date la vostra fiducia prometto che la ripagherò nel miglior modo possibile». Mica male come promessa. Si vede che Elia ha un esempio da seguire. «Effettivamente mio padre mi sta sempre vicino. Se ne intende di calcio e non mi assilla. Cerca di darmi buoni consigli. C’è una frase che mi ripete spesso: testa, cuore e gambe, pronto anche a sacrificarmi». Principi che valgono in campo così come nella vita. Valori che hanno unito due generazioni differenti anche nell’affrontare una sfida fuori dal rettangolo di gioco. Ma padri e figli nella trasmissione di ieri è anche l’allenamento tecnico, via youtube, di Nico Pulzetti - trascorsi sia all’Hellas che al Chievo - che suggerisce dal giardino di casa, con pochi accorgimenti, come mantenere forma fisica e occhio sul pallone. Col contributo, anche lì, del figlio. Tutti in famiglia, insomma, regolarmente col pallone in testa. • DAV. C.