Festival del futuro
«Attenzione al lato
oscuro del digitale»

Giorgia Cozzolino17.11.2019

In diretta la prima edizione del Festival del Futuro.

Dopo aver affrontato, ieri, il tema della nutrizione, del clima e dell'evoluzione del rapporto tra uomo e macchine oltre alla rivoluzione tecnologica-digitale, con le relative implicazioni nel mondo del lavoro e a un focus sul futuro della ricerca medica, questa mattina si parla di vivere più sani e più a lungole nuove sfide della medicina moderna, il governo della digitalizzazione e il ruolo dell'università.

Nel pomeriggio si affronta il futuro per economia e finanza del XXI secolo per poi completare con le conquiste scientifiche più recenti e quelle dei prossimi 20 anni.

 

SECONDA SESSIONE. Il governo della digitalizzazione e il ruolo dell'università

 

Antonio Vetrò, chariman della sessione, senior fellow del Centro Nexa su internet e società, introduce i relatori: Andrea Granelli, presidente Kanso, Carlo Blengino, fellow del Centro Nexa e Alberto Mattiello, Bocconi University e Imperial College of London.

 

Alberto Mattiello: «Veniamo da una fase di digitalizzazione e ci proiettiamo in una fase di robotizzazione. E tutto quello che oggi è stato digitalizzato domani può diventare cognitivo. Come cambierà il mondo del lavoro? Sarà messo in discussione: ci sarà un mestiere di trainer di algoritmi  o ci saranno gli analisti forensi che faranno autopsie dell'algoritmo per capirne gli errori». QUI L'INTERVENTO COMPLETO  E l'INTERVISTA

Andrea Granelli: «Perché studiare il lato oscuro del digitale? Dagli utilizzi poco etici della tecnologia di  riconoscimento facciale alla possibilità di hackerare le auto a guida autonoma»  L'INTERVISTA

Carlo Blengino: «Quando parliamo della meraviglia del digitale, parliamo di dati di quello che pensiamo essere la privacy, ma sono pezzi di noi che finiscono in un mondo che ha dei lati oscuri oggettivi. Dati fondamentali, non per tutti, ma per pochi potenti società che non sono certamente il male assoluto, ma bisogna capire dove vogliono andare. Perché ci danno servizi gratuiti? Perché paghiamo con i nostri dati. E c'è anche un lato oscuro nel mondo digitale: il trainer dell'algoritmo di cui ha parlato Mattiello, non è un bel lavoro, è il lavoro di un ragazzino del Bangladesh sottopagato. E contemporaneamente con le nostre azioni stiamo addestrando l'intelligenza artificiale. Su tutto ciò possiamo creare coscienza, ma temo che non basti».  L'INTERVISTA

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