Faggin: «Nessun computer avrà mai una coscienza»

Claudia Milani17.11.2019

Quarta e ultima sessione, in collaborazione con il Festival della Scienza, alle 16: «Orizzonti della scienza: le conquiste più recenti e quelle dei prossimi 20 anni» è il tema discusso da Francesco Profumo, presidente della Fondazione Bruno Kessler e della Compagnia di San Paolo, Federico Faggin, fisico e imprenditore inventore del microchip e della tecnologia touch-screen, Giuseppe Basso, direttore dell’Italian Institute for Genomic Medicine, e Barbara Caputo, professore ordinario del Dipartimento di Automatica e Informatica al Politecnico di Torino.

 

 

Federico Faggin, fisico e imprenditore inventore del microchip e della tecnologia touch-screen  ha fatto crescere una generazione di tecnologi e di persone che si sono dedicate all'education. «Oggi ci raccontano che l'intelligenza artificiale supererà l'uomo. È vero o è falso? L'intelligenza artificiale riuscirà a creare macchine superiori a noi? Avrà certamente un impatto enorme in tutti gli aspetti umani. Secondo me potrà amplificare le capacità meccaniche della nostra mente. Ma la creatività, l'immaginazione, l'ingegno? Dopo 20 anni di studio ritengo che la coscienza sia una proprietà fondamentale. È ciò che dà significato alla nostra vita ed è un qualcosa che il computer non avrà mai. L'idea che il computer possa superare l'uomo e diventare cosciente parte da presupposti falsi». L'INTERVENTO DI FEDERICO FAGGIN 

«Biologia: una cellula vivente è stata usata sinora come struttura biochimica. Dovrà essere studiata come sistema di elaborazione delle informazioni. C'è tutto un mondo da scoprire che porterà a un livello di capacità straordinariamente più elevato». 

 

 

Giuseppe Basso, direttore dell’Italian Institute for Genomic Medicine ha parlato dei tanti cambiamenti avvenuti nel suo settore negli ultimi anni e di quali saranno gli obiettivi da raggiungere in futuro. «La fonte degli insuccessi nella cura delle malattie sta nel fatto che ogni malattia è diversa da paziente a paziente. Per questo dobbiamo parlare di una medicina personalizzata. Le tecnologie ci possono aprire ad un mondo diverso Ognuno verrà curato in futuro in modo specifico. La medicina dovrà essere molto diversa».   INTERVENTO DI GIUSEPPE BASSO 

 

 

Barbara Caputo, professore ordinario del Dipartimento di Automatica e Informatica al Politecnico di Torino. «L'intelligenza artificiale è nata come disciplina simbolica negli anni '60. Oggi viviamo nell'epoca del deep learning».  L'INTERVENTO DI BARBARA CAPUTO 

 

 

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