Zaia: «Siamo felici
e preoccupati. Test
sierologici al via» 

06.04.2020

"Siamo pronti: siamo la prima Regione in Italia, ad avviare i test sierologici per la rilevazione degli anticorpi al Covid19 nel sangue". Lo ha annunciato questa mattina il presidente della Regione Veneto sulla sua pagina Facebook dove è in diretta per il consueto punto coronavirus quotidiano.

 

"Sono iniziati i test sierologici sui dipendenti regionali intanto siamo arrivati a 150mila tamponi, abbiamo anche montato la macchina giunta dall’Olanda per le analisi con un potenziale di 9.000 da sola al giorno, questo ci permette di avere un target di 15-20 mila con tutte le microbiologie del Veneto. Questo  permette di essere rispondenti alle esigenze del cittadino. Stiamo diventando autonomi anche nei reagenti, e stiamo sperimentando anche i tamponi made in Veneto"

 

"L'aumento dei positivi è direttamente proporzionale ai numeri dei tamponi processati. Oggi abbiamo 322 persone in terapia intensiva. In totale sono entrate nei nostri ospedali più di 3.500 persone per il coronavirus, lo dico a tutti quelli che dicono che è una normale influenza. Numeri che giustificano l'importanza dei covid center"

 

"Abbiamo una settimana davanti al termine del Dpcm, per i veneti questa resta la settimana definitiva e bisogna pensare al dopo. Non stiamo abbassando la guardia: siamo felici e preoccupati. Felici perché il lavoro dei veneti pesa sulla statistica e preoccupati perché nel momento in cui si apre il virus c'è e bisogna capire cosa succede"

 

"Avete visto Johnson, con l’immunità di gregge resta solo il pastore. All’inizio abbiamo fatto scelte eroiche e controcorrente come quando suggerivo la quarantena per i ragazzi provenienti dalle zone infette della Cina e mi davano del razzista. Non si può rivendicare la qualità dell’amministrazione, e se esci dai canoni della quotidianità è un problema"

 

"Donatori, li ringrazio tutti perché stiamo arrivando ai 30 milioni di euro anche grazie a un nuovo donatore da 7 milioni di euro"

 

"Questa settimana può riportarci nell'oblio oppure verso uno svuotamento. Ci sono pazienti che hanno bisogno anche di tre settimane, se continuano ad arrivare pazienti, vai al collasso. Abbiamo raggiunto lo stress test"

 

"Il 15 aprile scade l’ordinanza regionale sul piano sanitario, la speranza è di revocarla ma dobbiamo valutare i carichi lavoro e quanto ridimensionabile sia. Stamani ho detto ai direttori generali Ulss  di far pervenire un’idea di inizio di ripartenza, in particolare di Schiavonia e Santorso, che sono ospedali Covid. Sono stati e sono strategici, però è vero che in ottica di convivenza ci sarà un graduale ritorno alla vita normale. Identificheremo questi ospedali come centri di riferimento perché li abbiamo allestiti per questo. I vecchi ospedali non possono diventare Covid center, per strutture e impiantistica. Sarebbe meglio piuttosto farne di nuovi".

 

"Ho sentito il ministro Speranza e il presidente Bonaccini. Spero si possa lavorare insieme, c’è la disponibilità di tutte le Regioni nell’ottica di capire che ordinanze e Dpcm scadono alle ore 24.00 del giorno di Pasquetta. Due le alternative: si costruisce un provvedimento successivo, di qualsiasi tipo sia, o per sbloccare o per fare altre regole. Per tramite del nostro coordinatore Bonaccini abbiamo dato la disponibilità a lavorare, basta che non si arrivi all’ultimo minuto".

 

"Ci scrivono tanti nostri cittadini all'estero, in particolare negli Stati Uniti e in Inghilterra che sono disperati e vogliono tornare a casa perché hanno paura di ammalarsi dove si trovano"

 

 

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