Test rapido in diretta
Zaia: «Ci preoccupa
il virus dall'estero»

13.07.2020

Luca Zaia in diretta

I DATI: «Sono sei i nuovi casi in Veneto e cinque in meno le persone in isolamento (in totale 1.293). Resta invariato il numero delle persone in terapia intensiva e dei decessi»

 

SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO. «In Veneto la situazione è sotto controllo, il che non significa che bisogna fare festa. E' pur vero che in questo contesto, abbiamo certezza di dire che il nostro ceppo di virus è meno virulento, ha una carica virale inferiore, ma d'altra parte c'è questo nuovo fenomeno dei ceppi di virus importati da fuori. Notiamo poi che l'età dei contagiati si è abbassata, un po' perché gli anziani hanno capito di proteggersi. I focolai domestici che non ci preoccupano. A preoccuparci un po' di più sono ceppi di virus portati da fuori, per i quali abbiamo intensificato i controlli».

 

SEQUENZIATO IL VIRUS SERBO.«Sulla questione del virus non autoctono, ho fatto sequenziare dal dotto Ricci i campioni del virus dei contagiati in Serbia. E' risultato che nei quattro tamponi la carica virale era molto alta e che i quattro tamponi sono identici fra loro, e appartenenti al cluster dei virus isolati in Serbia, ben diversi dai virus isolati finora in Veneto e in Italia; ad oggi non è possibile associare specifiche mutazioni alla diversa patogenicità del virus, perché finora non ci sono abbastanza studi che mettano in relazione le forme cliniche con le mutazioni del virus» . Il PDF DELL'ANALISI GENETICA

 

REGIA INTERNAZIONALE. «Ribadisco che serve una regia internazionale da parte dell'Oms per la gestione sanitaria del virus. Non può essere il singolo Paese a decidere come comportarsi in questi casi»

 

STATO DI EMERGENZA. «Lo stato di emergenza ha un aspetto squisitamente giuridico, non irrilevante, uno sanitario su cui ci muoviamo come Regioni, e poi uno politico. Spero che questo tema sia affrontato in parlamento. Qualche collega mi dice che ha il dubbio che in questo modo non votiamo più. Non credo, ma penso che sia fondamentale coinvolgere il Parlamento, perché i poteri sono altra roba rispetto al potere giuridico e alla potestà sanitaria. Se c’è un’emergenza sanitaria c’è qualcuno che l’avrà inquadrata così. Lo dico in maniera asettica e laica».

 

NUOVO TEST RAPIDO In diretta, il dottor Rigolo mostra un nuovo test rapido di screening che dà un risultato entro sette minuti. Cavia uno dei giornalisti presenti, poi risultato negativo. «La differenza rispetto agli altri test rapidi è che invece di cercare gli anticorpi, il test cerca direttamente il virus. E' stato testato su circa mille persone. Ora la Regione deve raccogliere una quantità di circa 100 positivi per validare e inserire nel piano di sanità pubblica questo test. Questo è l'inizio di un nuovo approccio diagnostico, nelle prossime settimane arriveranno delle novità. E' una cosa molto semplice, stiamo ipotizzando di utilizzarlo nei pronti soccorso. Costa 11 euro, un bel risparmi per la sanità pubblica. Quando risulta positivo, viene fatto il tampone classico. Sì, anche i privati potrebbero rifornirsene, una volta che verrà prodotto in modo industriale, non dovrebbero esserci problemi di approvvigionamento, se non forse nella fase iniziale»

 

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