«Prove di vaccino
a Verona: pronto
a Natale 2021»

03.08.2020

Luca Zaia in conferenza stampa in diretta con il magnifico rettore dell'Ateneo di Verona, Pier Francesco Nocini, per parlare dell'avvio della sperimentazione del vaccino coronavirus a Verona.

«A Verona è iniziata la sperimentazione di un vaccino coronavirus»

Rettore Nocini: «Perché a Verona? E' un centro di 800 metri quadrati al policlinico di Verona che esiste dal 2005 guidato da Stefano Milleri. E' un gruppo di 15 persone che lavora  in collaborazione con l'università e l'azienda ospedaliera. Sono 25 i vaccini testati al momento, 5 in fase 3. Inizieremo a fine agosto la fase 1 ovvero la sperimentazione sull'uomo. E' il momento di fare squadra, tutti gli scienziati devono lavorare insieme e trovare una soluzione per questa pandemia che ci ha travolti all'improvviso.»

 

Come funziona? Il vaccino sarà sperimentato su 90 volontari sani (70 veronesi, 45 giovani) cui saranno somministrate tre dosi di vaccino. Superata questa fase si passerà a soggetti più anziani. I soggetti saranno seguiti per circa sei mesi. La sperimentazione si concluderà a marzo dell'anno prossimo ma già prima di natale potremmo avere dati importanti. La fase 2 potrebbe anche partire prima di fine anno, c'è un accordo europeo per sviluppare il vaccino in modo veloce. A produrre il vaccino che sperimentiamo è l'azienda Reitera di Roma. E' verosimile che entro la fine dell'anno prossimo avremo una vaccinazione di massa, anche perché ci sono diversi vaccini in sperimentazione.Le tre fasi dovrebbero concludersi entro il 2021.».

 

I tempi. «I soggetti saranno seguiti per circa sei mesi. Riceveranno la dose di vaccino al centro e rimarranno in osservazione per 6 ore. Poi dopo 2 giorni, una settimana e via via a intervallo più ampio. Ma in qualsiasi momento esisterà un medico reperibile 24 ore su 24 per loro. I primi 3 soggetti "sentinella" avranno la dose di vaccino allo Spallanzani, poi i primi 12 a Verona».

 

IL BOLLETTINO

«Sono 1.254.000 tamponi: 20.223 persone positive (+22 rispetto a ieri nelle 24 ore, +9 rispetto al bollettino delle 17 di ieri), in isolamento 4.090 cittadini. Deceduti 2.076 (+ 1 rispetto a ieri). Ricoverati sono 112.  In terapia intensiva ci sono 7 pazienti (4 positivi e 3 negativi). 

 

NON ABBASSARE LA GUARDIA

«Guardando i numeri dei contagi possiamo dire che il virus non pesa sugli ospedali. Questo non significa che il virus non c'è più, non bisogna abbassare la guardia. Il virus c'è e noi siamo virtuosi perché i positivi li andiamo a scovare, perché sono quasi tutti non sintomatici. Non si presentano in ospedale perché stanno male, li andiamo a cercare. Nella classifica europea l'Italia è il Paese con minor recrudescenza del Covid. Il virus continua ad essere fra noi, ma i focolai sono in maggioranza non autoctoni e la situazione è sotto controllo, non posso accettare che si dica che da noi ci sia "un lazzaretto"»

 

TRASPORTI

«In attesa che a Roma smettano di litigare, io confermo l'ultima ordinanza che i treni e gli autobus viaggiano a capienza di omologazione. Anche avessimo i soldi sul tavolo non ci sarebbero treni da comprare e comunque il trasporto pubblico non sarebbe sostenibile diversamente»

 

FOCOLAI NEI CENTRI DI ACCOGLIENZA

«Vorrei far notare che se non avessimo avuto i centri di accoglienza di Jesolo e Treviso non avremmo avuto nuovi focolai in Veneto. Tra l'altro si tratta di persone che non hanno diritto e che vanno rispedite a casa loro. Guardando poi i dati dei contagiati, solo uno è un operatore, questo significa che se si fossero usati dei dispositivi si sarebbe potuto evitare tutto questo. Visto che nelle case di riposo sono riusciti ad arrivare a contagi zero»

 

TEST A INSEGNANTI E OPERATORI

«Tutti gli insegnanti e gli operatori saranno sottoposti a test a tappeto. Per gli studenti non è previsto»

 

 

 

 

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