Zaia:«Case riposo
Un terzo di positivi
10% tra operatori» 

08.04.2020

Luca Zaia in diretta.

 

"I tamponi sono 162mila, la nuova macchina è già in funzione. Il numero dei positivi sta crescendo ed è inevitabile che cresca visto che stiamo facendo i tamponi. Ricoveri e terapie intensive sono in calo. I dimessi sono sempre più alti dei ricoverati. Sui morti volevo dire che sono 666, che sommati a quelli deceduti fuori agli ospedali sono 736. Tra questi ultimi, sono solo 4 quelli nella fascia tra i 35 e i 54 anni, dai 55 ai 64 anni sono morte 33 persone, dai 65 ai 74 anni 101 persone, maggiori di 75 anni 594. L’età media è di 82 anni"

 

"Non c’è una regione che non abbia il problema delle case di riposo, sono il terreno di coltura ideale per il virus. Nei casi peggiori  abbiamo un terzo di positivi tra i pazienti e il 10% tra i lavoratori. C’è il problema di capire come entra il virus, visto che abbiamo messo misure restrittive fin da metà febbraio. Abbiamo anche un caso di una struttura composta di due blocchi, in cui uno ha il 100% di positivi, l’altro nessuno. Stanno cercando di capire se il sistema di condizionamento abbia avuto un ruolo in questo, ma ovviamente sono solo ipotesi senza certezze".

 

"Tantissime le donazioni. E oltre ai grandissimi donatori ho 29.058 donazioni per oltre 30 milioni di euro. Ieri mi sono arrivati   375 euro  da Giorgia, Tommaso e Giacomo Mastellotto di Spresiano, hanno svuotato il loro salvadanaio per aiutarci"

 

"Tutti mi chiedono cosa accadrà dopo il 13, io dico che accadrà quel che il governo deciderà, perché tutte le competenze dipendono da governo. Abbiamo un piano pronto per le imprese, con monitoraggio e affiancamento; deve essere affinato ma è pur vero che nella sua totalità è completato. Cercheremo di capire come si evolve la situazione. Vedo tante macchine per strada, è la dimostrazione di quel che è accaduto con il sistema del silenzio-assenso delle Prefetture".

 

"Comunque da lunedì ci sarà il Dpcm che dirà se riaprire o richiudere. Sulle modalità della riapertura penso che si possa fare per gradi, sempre con il supporto scientifico evitando, ribadisco, il rischio della ricaduta. Due sono i grandi fattori: un modello sanitario diverso dagli altri paesi, dall’altro credo che il clima non sia irrilevante. Vivere la pandemia in fase primaverile è meglio che in una fase invernale, con 22-23 gradi, penso che il virus non se la passi bene, penso e spero".

 

"Sulle elezioni dico che io non sono irresponsabile e non lo sono nemmeno i miei colleghi governatori. Dico solo che non è normale che si proroghino le legislature per sei-sette mesi. Non ho nessuna critica a chi sta facendo le analisi a livello nazionale. Se si tenesse aperta la finestra sancita per legge che prevede che turno delle amministrative debba tenersi dal 15 ottobre al 15 dicembre, io sostengo che siccome le Regioni puntano all’election day, se lo si fa in periodo invernale, con la recrudescenza del virus si rischia non fare più le elezioni. Penso che i cittadini hanno lo strumento delle elezioni per scegliere i loro amministratori, penso che la logica conseguente è che prima possono decidere meglio è. Ovvio che se fai elezioni a maggio è un rischio, ma se voti a fine giugno siamo in grado di circolare direttamente, appena possiamo, votiamo», ha concluso.

 

 

 

Intanto si impenna il numero di nuovi casi di Coronavirus in Veneto, con 389 positivi in più rispetto a ieri pomeriggio, anche se diminuiscono i ricoveri non critici e quelli in terapia intensiva. Lo riferisce il bollettino regionale di stamani. I contagiati dall’inizio dell’epidemia in regione sono 12.410, quelli attualmente positivi sono 10.170. I deceduti sono in totale 736, di cui negli ospedali 666, 10 in più rispetto al pomeriggio di ieri. In isolamento - contagiati e loro contatti - vi sono 18.886 persone. I ricoverati in area non critica sono 1.554, 4 in meno di ieri, e in terapia intensiva 285 (-4); i dimessi sono 1.349. Infine, nelle strutture di comunità vi sono 149 pazienti (+1), mentre sono stati 34 i dimessi e 9 i decessi.

 

 

 

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