Autonomia, esito
negativo. Furia Zaia
«Farsa scandalosa»

Zaia con Di Maio e Sboarina a Vinitaly 2019
Zaia con Di Maio e Sboarina a Vinitaly 2019
11.07.2019

Ha avuto esito negativo il vertice sull’autonomia tenutosi a Roma stamattina. Il principale intoppo, almeno stando a quanto sostiene il vicepremier Luigi Di Maio, è la questione scuola: «Un bambino non può scegliere dove nascere, la scuola deve rimanere unità a livello nazionale», ha detto il leader del Movimento Cinque Stelle.

Ma ci sarebbero anche le «gabbie salariali» a dividere gli alleati: volute dalla Lega, rigettate dai pentastellati.

Lo stop al tavolo ha mandato su tutte le furie Luca Zaia, presidente della regione Veneto che ad ottobre 2017 con un referendum si era espressa a grande maggioranza per l'autonomia.

«Penso che siamo davanti a una farsa», ha detto Zaia, «sono stanco di vedere come alcuni vogliono portare l’autonomia verso l’agonia. Sappiano però che, finché ci sarò io, l’autonomia non sarà morta né, tanto meno, le istanze dei veneti. È vergognoso che si continui a prendere in giro i cittadini, non solo i veneti ma anche quelli delle 12 Regioni che hanno avviato passi in direzione dell’autonomia, e che si voglia rieditare il conflitto tra nord e sud. È scandaloso che ci siano persone a livello governativo incapaci persino di mantenere la parola data».

E poi la richiesta formale al M5S: «Presentino subito agli italiani la loro proposta di autonomia. Visto che si sprecano quotidianamente nel commentare la nostra, diamo per scontato che di autonomia sappiano tutto. Continuando a prendere in giro i cittadini, i 5 stelle condannano il Sud al Medioevo e il Nord all’agonia».

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