Acqua in Consiglio
Valdegamberi:
«Rischiato la vita»

13.11.2019

L’alta marea di ieri sera a Venezia, con una punta eccezionale già registrata attorno alle 22.15, ha spinto l’acqua sin dentro l’aula del Consiglio regionale del Veneto a palazzo Ferro Fini, che si trova lungo il Canal Grande.

 

 

«Mai si era verificata una situazione del genere - ha detto il presidente del Consiglio, Roberto Ciambetti -. Le paratie antiallagamento non sono state sufficienti a contenere l’ondata di piena, né è stato possibile lasciare il palazzo, stante la difficoltà di manovra delle lance e il difficile accesso al pontile; si è preferito garantire la sicurezza e rimanere quindi tutti a palazzo. Sono particolarmente spiaciuto per il disagio recato soprattutto ai dipendenti impegnati nell’assistenza ai lavori consiliari: devo ringraziare tutti per il senso di responsabilità dimostrato. Noi tutti siamo consci di vivere un momento eccezionale, una pagina di storia drammatica per la città di Venezia dopo l’alluvione del 1966», conclude.

 

LA TESTIMONIANZA. Diversi i veronesi a Palazzo Ferro Fini che ieri sera hanno affrontato l'alta marea, alcuni persino rischiando la vita. Lo racconta il consigliere Stefano Valdegamberi: «Si sapeva che ci sarebbe stata l'acqua alta, ma avevamo programmato i lavori fino a mezzanotte, pensando che se il picco previsto era intorno alle 23, poi saremmo potuti uscire senza troppi disagi. Ma intorno alle 20 abbiamo fatto pausa e abbiamo visto che la situazione era particolarmente grave, tirava un forte vento e pioveva a dirotto, ma mancavano ancora circa 30 centimetri prima che l'acqua potesse entrare nel palazzo del Consiglio».

 

E prosegue: «Intorno alle 22 invece è scattato l'allarme, l'edificio era allagato. Io, insieme ad altri consiglieri, tra cui i veronesi Enrico Corsi, Giovanna Negro ed Elisa De Berti,  abbiamo preso un motoscafo cercando di raggiungere piazzale Roma. È stato impressionante: per via dell'acqua alta, si passava al millimetro sotto ai ponti e, arrivati in piazzale Roma, non c'era un attracco, era tutto allagato e così abbiamo tentato di dirigerci verso il Tronchetto ed è lì che abbiamo rischiato grosso. C'erano onde altissime, una ci ha colpito in pieno e il motoscafo si è impennato: ho temuto che ci capovolgessimo e intorno a noi si vedevano imbarcazioni rovesciate. Abbiamo preso un bello spauracchio e siamo tornati in piazzale Roma, dove dopo circa tre quarti d'ora siamo riusciti ad attraccare alle passerelle. Lì ci hanno poi raggiunto gli altri consiglieri che, più saggiamente, si erano fermati in Consiglio e ci hanno raggiunto più tardi in piazzale Roma».

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