Tomassini, ritorno alla vita La Tezenis nuova frontiera

Giovanni Tomassini al rientro contro Ravenna FOTOEXPRESS
Giovanni Tomassini al rientro contro Ravenna FOTOEXPRESS
Simone Antolini 22.10.2019

Un essere speciale, Giovanni Tomassini. Perché, dopo l’infortunio, nessuno ha mai smesso di credere in lui. Ciecamente. Come ha fatto Treviso, che non lo ha potuto vedere in campo. E come ha fatto poi anche Verona, che ha scommesso su Giovanni. A occhi chiusi. Trovando una formula che potesse rappresentare stimolo per club e playmaker. RINASCITA. Tomassini è rinato sabato sera. Nel cuore del primo quarto, quando è tornato a muover la palla senza paura, senza dolore, in una partita ufficiale. La normalità che diventa evento, dopo quasi 500 giorni di attesa. Tomassini, il 10 giugno 2018, si era procurato la rottura del legamento crociato anteriore in gara uno della finale play off tra la sua Casale e Trieste. Operato dal dottor Rocchi il 26 giugno, nel corso dell’estate era passato a Treviso. Ma il destino, per Gio’, aveva in serbo un altro ostacolo. Ed una seconda operazione, il 23 gennaio 2019, necessaria per la stabilizzazione del ginocchio destro. Otto mesi di riabilitazione, un altro pugno nello stomaco. «Sono stato veramente male» aveva confidato lo stesso Tomassini, due mesi dopo l’intervento. «Dopo la seconda operazione ho sofferto tanto. Le prime due settimane non sapevo cosa fare». RESILIENZA. Ha retto l’urto, ha chiuso il suo rapporto con Treviso, ha trovato la mano tesa di Verona. «Volevo solo iniziare una nuova avventura. Mi hanno proposto di fare parte di un gruppo che vuole vincere. Un sogno, per me». Le parole alla presentazione di Giovanni. E alla terza di campionato è arrivato anche il debutto con la Tezenis. La fine di un incubo. Tomassini, a metà agosto, in una caduta accidentale si era procurato la frattura dei condili mandibolari. Una complicazione sulla strada del pieno reintegro. Un altro rallentamento, che con il debutto finisce ormai nel dimenticatoio. Resta, questo, il vissuto di un’esperienza che lo ha segnato profondamente. «E che mi ha permesso di ascoltare il mio corpo, come prima non avevo mai fatto». PICCOLI PASSI. Toccherà adesso a Luca Dalmonte scandire il tempo della definitiva “messa in moto“ di Tomassini. «Siamo felici per il suo ritorno. Giovanni ha messo i primi minuti contro Ravenna. Ma si è trattato solo del primo passo. Da qui in avanti cercheremo sempre di aggiungere qualche minuto in più. Il suo recupero deve passare dal sentire del suo corpo e non deve rappresentare nessuna forzatura. Il viaggio condiviso con lui è passato attraverso tanti momenti di confronto, utile per capire i momenti giusti del suo rientro». Tomassini c’è. Il play non si discute. Il club ci crede. Il campo potrà dire molto. E la Tezenis con nove senior si fa smpre più profonda. •