«Tezenis, ripartiamo subito Via l’ansia, aspetto Kenny»

Giovanni Tommasini a duello con Francesco Ihedioha FOTOEXPRESS
Giovanni Tommasini a duello con Francesco Ihedioha FOTOEXPRESS
Simone Antolini 12.11.2019

Logora. Frenetica e nervosa. «Dobbiamo guardarci dentro, capire il senso profondo di questa situazione. Capire come uscirne in fretta. Ragionare sui nostri infortuni. E andare oltre». Giorgio Pedrollo non è particolarmente infastidito. Anzi, lucidissimo. «Alla settima di andata non si fanno drammi ma analisi. Non perdiamo le nostre certezze. Ma non deve sfuggirci nulla di mano. Perdere in casa fa sempre male. Perdere davanti a 5.000 tifosi fa malissimo. Dispiace per tutti». Senza Hasbrouck, con Love al rientro dopo più di due settimane di inattività. Pure Poletti e Severini costretti a gestirsi al meglio. «Non è facile giocarla così. Perdi intensità negli allenamenti settimanali. E rischi di trovarti svuotato alla domenica». Ed è andata proprio così. La Tezenis ha difeso blanda dall’arco (dove è stata regolarmente punita) e non ha trovato rimedi sulla gestione dei pick and roll su Ferguson. Jazz si è dimostrato incontenibile quando ha deciso di mettersi in proprio. E Verona non ha saputo opporre valida difesa di sistema su di lui. «Potevamo fare meglio su Jazz, potevamo attaccare meglio. Abbiamo sbagliato molto da sotto. Pesano enormemente le basse percentuali rimediate ai liberi». La Scaligera ha fatto 9/18 dalla lunetta. Il senso della sconfitta contro l’Assigeco sta scritto anche qui. Pedrollo viaggia già in direzione Imola. «Dobbiamo ritrovare in fretta la condizione migliore. Spererei di avere Hasbrouck già per la partita di domenica prossima contro l’Andrea Costa. Ci aspettano tre partite in sette giorni che possono dire molto. E che rappresentano motivo di logorio. Per questo serve essere al top». Verona ne ha vinte cinque e perse due. Resta in testa alla classifica accompagnata da Ravenna e Ferrara. «Ecco, appunti: non drammi ma analisi» ricorda Pedrollo. «Da lì ripartiamo. Ma tutti insieme. La Tezenis deve essere considerata una grande famiglia. Le individualità aiutano, ma i personalismi no. Si vince di squadra. Ci si aiuta. Contro Piacenza eravamo stanchi, svuotati. Comprensibile vista la settimana. Ma resta anche molto da migliorare. Su questo credo non possano esserci dubbi. Serve ricompattarsi subito. E dovremo farlo con grande intelligenza». Oggi la ripresa degli allenamenti. Da monitorare, su tutti, il recupero di Kenny Hasboruck. Prima di giovedì o venerdì sarà difficile saperne di più sui reali tempi di rientro della guardia americana. Sotto osservazione anche Candussi, Poletti e Severini, alle prese con acciacchi vari. Verona deve ritrovarsi. •