Tezenis grandi firme Tre indizi, una prova Ed è subito show time

Mitch Poletti attacca il ferro FOTOSERVIZIO EXPRESSKenny Hasbrouck in entrata nella sfida tutta americana con Thomas di Ravenna
Mitch Poletti attacca il ferro FOTOSERVIZIO EXPRESSKenny Hasbrouck in entrata nella sfida tutta americana con Thomas di Ravenna
Simone Antolini 21.10.2019

Tre è il numero perfetto. La perfezione che accompagna oggi la Tezenis. Tre giocate, tre vinte, tre indizi. Che fanno una prova. Tre volte a comandare. Tre vittorie con scarto in doppia cifra. Numeri che raccontano la forza di un gruppo che ha avuto impatto super sul campionato. Sei punti, testa della classifica. E due prove di forza contro Udine e Ravenna. La prima, rivale designata nella corsa alla promozione. I romagnoli, invece, avevano avuto inizio di stagione alto livello, con vittoria all’esordio contro la quotata Forlì. INCANTO. La Tezenis di Luca Dalmonte oggi incanta. Comanda quasi sempre la gara. Fa entrare gli avversari nel proprio flusso di gioco. Si dimostra dominante. Ha idee chiare in attacco, dove trova variazioni al tema e tante mani con punti. Sette in doppia cifra contro Udine, quattro contro Ravenna. Mai lo stesso protagonista. Dopo tre giornate Verona porta in dote una differenza canestri di 56 punti e viaggia con una media punti che sfiora il “novantello“ (88). Sono, invece, poco meno di settanta (69) quelli incassati. PRESSIONE. Impressionante, poi, la capacità di esercitare pressione sugli avversari. Ravenna ha chiuso la partita del Forum con 24 palle perse, che hanno generato 33 punti per la Scaligera. Dato pesantissimo per l’economia della gara. Altro particolare: Verona si dimostra più interna rispetto al passato, dove la specialità della casa era - spesso e volentieri - il tiro da tre. Contro l’OraSì sono stati 42 i tiri da due e 25 quelli da tre. Naturalmente, rispetto all’anno scorso, cambiano le soluzioni di gioco legate alla presenza di un talento più diffuso, di una profondità di rotazioni eccellente, e di una fisicità accentuata. DALMONTE. Non può che essere soddisfatto Luca Dalmonte. «Dobbiamo essere felici. Perché come solidità, dovevamo confermare quello che abbiamo portato a casa da Udine e confermare significa fare due volte: nell’atteggiamento e come siamo stati in campo. Aver tenuto Ravenna a 63 e solo sei palle perse, sono numeri ai quali tenevo tanto». La nuova Verona di “coach D“ pare aver trovato subito il suo punto di equilibrio, fondamentale per muovere i primi passi e lanciare un segnale chiaro al campionato. Verona, nelle prime tre giornate, ha trovato avversarie di buon livello. E ha dimostrato intelligenza nell’approccio alle gare. Oltre che grande lucidità nel gestire i momenti più delicati». POSSESSI. «Credo che la gestione dei possessi sia determinante, quello che dobbiamo fare è tenere gli avversari ad un livello di 70 punti a scendere perché noi siamo una squadra che un’ottantina di punti li abbiamo. Solidità, capire i punti da attaccare, aver risolto le criticità offensive contro la zona di Ravenna che ha prodotto nei primi possessi, ed uno sforzo difensivo di tutti togliendo il ritmo agli avversari portandoli a cercare qualcosa che non è nel loro ritmo, forse non è casuale che li abbiamo costretti a 24 palle perse». La settimana, adesso, servirà per recuperare appieno Mattia Udom, che venerdì aveva accusato una distorsione alla caviglia. Giovanni Tomassini, invece, si è rivisto in campo dopo l’infortunio che lo aveva tenuto fuori per quasi 500 giorni. Verona così è profondissima. E Dalmonte adesso cercherà di dare sempre più minuti all’ex play di Treviso. Piano piano. La verità arriva a giugno. •