Tezenis, c’è il rebus serie A Con Diana sarà rivoluzione

La conferma di coach Diana porterà ad un importante rinnovamento in casa Tezenis FOTOEXPRESS
La conferma di coach Diana porterà ad un importante rinnovamento in casa Tezenis FOTOEXPRESS
Simone Antolini28.05.2020

La serie A è un rebus da risolvere. La Tezenis, oggi, sta tra i sospesi. Allettata dall’ipotesi di ritrovarsi la prossima stagione nell’empireo della pallacanestro italiana. Concentrata, comunque, a ripartire eventualmente in A2 con il riconfermato Andrea Diana (tra pochi giorni verrà ufficializzato il prolungamento del contratto anche per il prossimo torneo), e con un pacchetto di italiani già individuato in entrambi i casi: Tomassini, Severini e Rosselli e molto probabilmente Poletti. Per tutti gli altri, è iniziato il periodo delle riflessioni. Ma non è da escludersi un profondo rinnovamento nel roster futuro di Diana, che potrebbe fare a meno - per motivi diversi - di Udom, Candussi, Prandin, Hasbrouck, Jones e Loschi. Sarà quasi sicuramente rivoluzione. Anche se a oggi, già individuato l’allenatore, ogni attenzione del club di via Cristofoli, è indirizzata sulla possibilità – o meno – di disputare il campionato di serie A. RANKING. Dunque, da tempo si parla di un fantomatico ranking sul quale andrebbero sviluppati i criteri di ripescaggio in serie A. In via del tutto ufficiosa, a oggi, Verona pare essere posizionata al primo posto. A stretto contatto con Udine. Pronta, quindi, a recepire la chiamata dall’alto. I requisiti: solidità del club, storicità, bacino d’utenza, impianto, vicinanza all’aeroporto, città. La Reale Mutua Torino è già stata scelta per completare il nuovo asset della prossima serie A. La Scaligera valuta la sua posizione, e si prepara eventualmente a dare una risposta nel casoarrivi una chiamata. Fondamentale, naturalmente, la rinuncia di almeno un club tra quelli aventi diritto all’iscrizione al prossimo campionato di A. PERCORSO. Punto primo: la famiglia Pedrollo non vuole assolutamente fare il passo più lungo della gamba. Proprio per questo motivo la proprietà valuterà prima di tutto il “rischio economico” potenziale dell’operazione destinata a portare Verona in serie A. Le riflessioni in casa del club scaligero sono iniziate da tempo. I Pedrollo valutano due aspetti: il primo è legato alla propria azienda, la Pentax, agli strascichi lasciati dal post Covid e al tipo di investimento possibile per il futuro prossimo. Punto secondo: fondamentale sarà capire, in tempi ragionevolmente brevi, il tipo di coinvolgimento nell’avventura futura da parte del main sponsor Tezenis. Punto cruciale per la Scaligera. Punto terzo: la società dovrà verificare pure la disponibilità o meno dei tanti sponsor di supporto, che rappresentano fetta comunque da non sottovalutare nella ridefinizione del budget futuro. A spanne, partecipare al torneo di serie A, potrebbe prevedere un sforzo economico di oltre un milione e mezzo superiore rispetto alla base economica (due milioni di euro) di partenza, garantita nel recente passato. Inoltre, la società andrà a verificare quale tipo di sostegno fattivo potrà ricevere dall’amministrazione comunale nell’affascinante e periglioso viaggia in serie A. Altro mondo rispetto alla A2. I TEMPI. Servono, ragionevolmente, tempi celeri, per rispondere con cognizione di causa, all’eventuale chiamata da parte della Lega A. In tal senso, il mese di giugno risulterà quasi sicuramente decisivo. Sotto osservazione restano quattro club di serie A che, in maniera diversa, hanno manifestato disagio e potenziali difficoltà per il futuro e quindi per l’iscrizione al prossimo torneo di A: Pistoia, Pesaro, Cremona e Roma. Per Verona resta l’attesa. Tutt’altro che spasmodica. Perché la A non è un’esigenza, ma un obiettivo. Da raggiungere, comunque, sul campo. Il prima possibile. Anche se il Covid ha scombussolato le coordinate del viaggio. Non solo a Verona. •