La tempesta Tezenis fa volare via Roseto Meravigliosa capolista

Kenny Hasbrouck attacca il ferro FOTOEXPRESS ZATTARINMattia Udom gigantesco sotto canestro
Kenny Hasbrouck attacca il ferro FOTOEXPRESS ZATTARINMattia Udom gigantesco sotto canestro
Simone Antolini 28.10.2019

Un fortunale contro la tempesta. Forze della natura che si scontrano. Roseto infastidisce, Verona devasta. Alla lunga. Usando passo da maratoneta riprende gli abruzzesi, scattisti dal cuore d’oro e dal talento in divenire. Partita difficilissima. La Tezenis la vince nettamente (82-62) ma ci impiega 35’ per venirne a capo. Successo di testa, di saggezza, di sistema e pure di classe. Rosselli è il solito raffinato ispiratore. Hasbrouck si accende all’improvviso e non lo spegni più. Verona, poi, difende d’assieme, chiude la porta, si dimentica dell’emergenza vissuta in settimana e piazza il poker di vittorie. Dato significativo: 25 punti da palle perse, 24 in contropiede. La profondità di Verona passa anche da lì. Testa della classifica in solitaria. E festa finale al Forum. La zona contro i muscoli e il talento verticale di Roseto. Verona scopre il perimetro, ma riempie l’area. C’è da controllare il rimbalzo e pure da togliere ritmo ad una squadra giovane e dannatamente piena di energia. Meglio una difesa di squadra che uno sfiancante lavoro di uno contro uno. Roseto sparacchia da fuori e dentro l’area gioca alla morte. La Tezenis porta a casa di un possesso il primo quarto (17-15). C’è il post sofferto di Udom, punti raccattati ai liberi contro i raddoppi sistematici nel pitturato degli abruzzesi. Pure Verona da fuori non graffia. E il gioco interno è inevitabilmente rallentato dal muro di gomma costruito da coach D’Arcangeli. L’extra sforzo energetico richiesto alla Scaligera manda Candussi in panchina con tre falli nel cuore del secondo quarto. Il viaggio è punto a punto. Ma la prende in mano Rosselli con mestiere. Spalle larghe e astuzia. Guidone manda Hasbrouck a punto, entra cattivo al ferro e porta a casa falli pesanti. Roseto è impressionante, giovane ma tagliente. Con il gigantesco Mabor a mulinare le mani sino al cielo. E due ragazzi come Giordano e Rupil, per nulla intimoriti nell’attaccare la zona veronese. Gli Sharks si portano avanti di cinque (32-27) e Dalmonte riporta Verona a uomo. Funziona. Nel senso: i gialloblù tengono nell’uno contro uno, continuano ad avere difficoltà nel tiro dalla distanza (1/9 dopo 20’) ma trovano comunque soddisfazione in post e penetrazione. Resta durissima e lo testimonia il 37-37 che anticipa la sirena dell’intervallo. La sofferenza al rimbalzo è relativa (19-23). Verona deve chiedere di più a se stessa dal campo (34 per cento a fine promo tempo). Ma l’energia sparata in faccia da Roseto ai ragazzi di Dalmonte toglie per forza di cose lucidità in fase di produzione offensiva. Pieno controllo nelle palle perse. Soffre di più Roseto. Rosselli resta la guida. Udom pare non risentire dei problemi alla caviglia accusati nel corso della settimana. Ma l’equilibrio che regna in campo mette in condizione la Scaligera di non staccare la spina, nemmeno per un attimo. Complicati i primi sei minuti del terzo quarto. Non entra il tiro da tre. Roseto difende allo spasimo e entra in area in maniera cattiva, asciugando difese e attacchi veronesi. Risultato? Abruzzesi avanti 50-44 e time out chiamato da Dalmonte. Lì svolta la partita. Verona alza il ritmo, difende durissimo, trova le bombe in serie di Hasbrouck e Candussi, apre la difesa rosetana, s’affida dentro a Udom e chiude il quarto avanti 61-54. Verona trova il flusso buono e cancella dal campo l’avversario. Stavolta è Roseto ha accusare in calo di energia. Fuori giri e fuori ritmo, gli abruzzesi vengono colpiti e spediti al tappeto. Il crescendo di Verona è spettacolare. Hasbrouck continua a produrre da tre. Quasi in maniera irriverente. Rosselli inventa un assist a tutto campo per Udom, che appoggia al tabellone porta a casa pure fallo. Sulla tripla fuori asse di Severini la capolista è scappata via (80-57). Uno spettacolo per i 3.700 del Forum. Alla lunga la vince il talento e l’infinita esperienza di Verona. Ultimi squilli è ancora una volta la Tezenis la vince con distacco in doppia cifra. •